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Referendum “quorum zero” Mira è il primo in provincia

La giunta Maniero e la maggioranza introducono un nuovo sistema consultivo valido senza la maggioranza degli iscritti. Le opposizioni: «Regalo avvelenato»

MIRA. La democrazia diretta con referendum a quorum zero ora è una realtà a Mira e rischia di diventare una realtà con cui dovranno fare i conti tutte le prossime amministrazioni.

Il Consiglio comunale infatti ha approvato il nuovo Statuto del Comune. Tra le novità più rilevanti la giunta Maniero sottolinea la nuova regolamentazione dei referendum: l'esito della consultazione popolare sarà valido indipendentemente dalla partecipazione degli aventi diritto di voto.

Una scelta quella dell'amministrazione guidata dal sindaco Alvise Maniero che vuole andare nella direzione di una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte sul proprio territorio. Con questo nuovo strumento il Comune di Mira riconosce le richieste di referendum consultivi, propositivi e abrogativi su materie di competenza locale. Il referendum può essere indetto su richiesta di 1.600 cittadini iscritti nelle liste elettorali.

Il referendum consultivo, inoltre, è indetto anche su determinazione del Consiglio comunale adottata con maggioranza assoluta. «Questa novità del quorum zero è importante dal punto di vista culturale: chi vota decide e quindi chi partecipa decide il futuro», dice il sindaco Maniero, «Siamo l’unico Comune in provincia ad aver introdotto questa novità e si tratta di un approccio perfettamente contrario rispetto a chi, anche tra le più alte cariche dello Stato, invita al non voto oppure gioisce per un quorum non raggiunto. Noi invece invitiamo i cittadini a prendere in mano la loro città anche con questo ulteriore strumento di partecipazione».

Ma che ricadute pratiche avrà il “Quorum Zero”?

Dalle opposizioni ci si chiede infatti come mai nonostante fossero state raccolte anche più di 1600 firme sulle questioni del distretto sanitario e del sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, la giunta abbia rifiutato il referendum. «Come mai», notano i consiglieri del Pd Gabriele Bolzoni e Maurizio Barberini, «per quei referendum

il sindaco ha detto no? Temiamo che questa democrazia referendaria, unica nella nostra provincia, sia un regalo avvelenato alla prossima giunta per creare caos, rendendo impossibile amministrare. Guarda caso Maniero ha già annunciato che non si ricandiderà».

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