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Tenta di ucciderla con l’accetta, condannato a 8 anni e mezzo

Sudamericano 24enne non accetta di essere lasciato e perseguita l’ex con minacce di morte. Poi l’aggredisce, ma il nuovo fidanzato della vittima riesce a impedire l’ennesimo femminicidio

VENEZIA. Le aveva spedito foto dell’accetta con cui l’avrebbe uccisa, l’aveva perseguitata con minacce di morte via sms. «Con me o sotto terra». E ancora: «Ti trito viva... Ti faccio ragù per siluri». Le aveva danneggiato l’auto, per mesi l’aveva chiamata al telefono notte e giorno centinaia di volte, inseguendola fino alla comunità nella quale lei si era rifugiata, per sfuggire con il figlio a quell’uomo violento che la perseguitava.

Alla fine - il 27 dicembre dell’anno scorso - aveva speronato l’auto nella quale la donna mestrina viaggiava per le strade cittadine con il suo nuovo compagno e quando lei era scesa, l’aveva colpita alla testa con quella stessa accetta che tante volte le aveva mostrato via cellulare, tra una minaccia e l’altra. Solo l’intervento del fidanzato aveva evitato la tragedia.

Ieri, il giudice per le udienze preliminari Massimo Vicinanza ha condannato Renato Ivano Fonseca Monteiro - classe 1992, origini sudamericane con residenza a Spinea - a 8 anni e 6 mesi di reclusione per tentato omicidio: la pubblico ministero Alessia Tavarnesi aveva chiesto un anno in più di pena, accusando Fonseca Monteiro anche di stalking, invece il giudice ha ritenuto che l’accusa rientrasse in quella di tentato omicidio, accogliendo in questo senso le richieste dell’avvocato difensore Florindo Ceccato. Il tentato omicida - detenuto al carcere Due Palazzi di Padova - ha comunque potuto usufruire dello sconto di un terzo della pena, previsto dal rito abbreviato anche in caso di accuse tanto gravi: una riduzione di pena che il codice prevede in cambio di un processo più veloce davanti ad un giudice e non in aula, con un tradizionale dibattimento davanti a una corte.

Una storia di una violenza cieca come troppe vengono raccontate dalle cronache, di uomini violenti, che rifiutano che le “loro” donne trovino la forza per lasciarli e ricostruirsi una vita. In questo caso, solo la disperata difesa del nuovo compagno della giovane ha evitato l’ennesimo femminicidio, frapponendosi più volte tra lei e l’uomo che sferrava colpi di accetta. Uno di quei fendenti era andato comunque a segno: la donna era stata raggiunta alla testa da un colpo, arrivato per pura fortuna solo con il “piatto” dell’accetta e non di taglio. Poi Fonseca era scappato, non rinunciando però alle sue minacce, con un ultimo sms: «Ti farò fuori prima o poi... Ho già trovato la pistola. Sono a Napoli». Invece non era

a Napoli ma nascosto a Padova, dov’è stato arrestato la sera del 31 dicembre, mentre stava per prendere un treno diretto a Venezia.

Un nonnulla e l’aggressione si poteva trasformare nell’ennesima tragedia senza ritorno.

Roberta De Rossi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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