Quotidiani locali

congresso mondiale sulla terapia del dolore

Tecnica sperimentata all’Angelo discussa a New York

MESTRE. Tra le nuove tecniche per la cura del dolore discusse in questi giorni a New York durante un congresso mondiale ce n’è una in cui eccelle l’ospedale dell’Angelo. «Il contesto è stato il...

MESTRE. Tra le nuove tecniche per la cura del dolore discusse in questi giorni a New York durante un congresso mondiale ce n’è una in cui eccelle l’ospedale dell’Angelo. «Il contesto è stato il congresso mondiale del World Institute of Pain», spiega il direttore generale dell’Asl 12, Giuseppe Dal Ben, «che ha visto riuniti i massimi specialisti mondiali, e che ha coinciso con la Giornata del Sollievo celebrata in tutto il mondo. In quel congresso è stato presentato uno studio sulla nuova terapia contro il dolore, la cosiddetta “neuromodulazione con radiofrequenza pulsata”, studio che riassume e descrive proprio gli esiti dell’esperienza fatta all’ospedale dell’Angelo, dall’équipe del nostro primario Calcarella in collaborazione con l’Università di Padova. La ricerca sarà ora pubblicato nella prestigiosa rivista del World Institute of Pain».

«Usiamo sottilissimi elettrocateteri», spiega il dottor Giuseppe Calcarella, primario di Terapia antalgica all’Angelo, «cioè tubicini dotati in punta di 3 elettrodi con cui entriamo nello spazio peridurale del canale vertebrale e con i quali portiamo una stimolazione elettrica sulle radici nervose, proprio dove, tra una vertebra e l’altra, si produce il dolore».

Questa tecnica richiede la disponibilità di attrezzature costose - gli elettrocateteri di ultima generazione costano intorno ai 1700 euro - e richiede la peculiare specializzazione al loro utilizzo: «Risalendo il canale vertebrale», spiega Calcarella, «sotto guida radioscopica raggiungiamo con l’elettrocatetere il punto in cui una radice nervosa è schiacciata o infiammata da un’ernia del disco, o è pizzicata da un’alterazione della colonna. Arriviamo alla sorgente del dolore, sia a livello lombare che dorsale e anche cervicale. E proprio in quel punto trattiamo con un campo elettrico particolare la parte di tessuto nervosa infiammata. Interrompiamo così l’origine del dolore e impediamo che si propaghi lungo gli arti sia superiori che inferiori, come ad esempio nei frequentissimi dolori di sciatica».

Attraverso l’elettrocatetere

è possibile inoltre iniettare cortisone, anestetici o enzimi. La nuova tecnica è una valida alternativa all’intervento chirurgico: lo studio che viene pubblicato a New York dimostra come il 72% dei pazienti trattati a Mestre ha avuto una riduzione duratura e consistente del dolore.

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PERCORSI

Guida al fumetto: da Dylan Dog a Diabolik