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«Vostra figlia? Ripassate domani». L’ultima beffa burocratica

La neonata riconsegnata dal Tribunale ai genitori dopo gli esami sbagliati che parlavano di uso di cocaina non è potuta tornare a casa perché le assistenti sociali volevano farla salutare dal personale della comunità

VENEZIA L’ultima beffa. La mamma e la bimba che da 5 mesi si trovano in una casa famiglia a Padova a causa di una accusa rilevatasi falsa potranno tornare a casa solo oggi. Il padre della bimba era stato accusato ingiustamente con la moglie di aver ferito la loro figlia appena nata, bambina che da delle analisi fatte a gennaio dall’ospedale di Padova risultava anche positiva all’uso della cocaina. Una analisi della situazione che però una decina di giorni fa è stata smentita in modo categorico da una perizia ordinata dalla Procura di Padova. La relazione del primario di Medicina legale dell’Asl 12, Silvano Zancaner, incaricato dall’autorità giudiziaria ha ricostruito un quadro completamente diverso da quello tratteggiato nella segnalazione dei medici padovani. Dalla relazione emerge che: la neonata non ha assunto cocaina e il taglio alla lingua è compatibile con la caduta riferita dalla madre.

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«Il Tribunale dei Minori di Venezia», spiega il papà, «di fronte ai nuovi elementi emersi dalla perizia ha emesso un decreto che ricostituisce la patria potestà ordinaria sulla nostra bambina. Per riavere mia moglie e mia figlia a casa, nonostante sappiano che siamo completamente innocenti, ci stanno facendo ancora penare».

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Prima il Tribunale dei Minori per “problemi di cancelleria” ha notificato la decisione presa venerdì scorso solo martedì. Poi l’ultima beffa. «Martedì», racconta il padre, «nonostante il decreto fosse stato notificato al nostro avvocato, non ho potuto rivedere mia moglie e mia figlia perché, la notifica non è stata fatta dagli assistenti sociali irraggiungibili perché ad un corso».

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Ieri la beffa finale: «Mercoledì mattina», racconta il padre, «gli assistenti sociali in Comune c’erano, il decreto è stato letto, ma il ritorno di mia moglie e mia figlia a casa è stato posticipato a giovedì perché si è voluto, mi hanno detto gli assistenti sociali, che mia figlia e mia moglie potessero salutare il personale della comunità. Una cosa assurda. Si rendono conto che erano di fatto ingiustamente "sequestrate" e allontanate dalla loro famiglia? Certo mia moglie non aveva la voglia di restare un giorno in più lì, non per il trattamento del personale, ma perché ci hanno rubato la nostra vita per 5 mesi, e nessuno ce la ridarà mai indietro. Ma non c’è stato nulla da fare».

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La famiglia farà causa all’ospedale di Padova per quello che è capitato La chiusura della pratica poi avverrà solo il 30 giugno con la consegna della relazione da parte degli assistenti sociali al Tribunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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