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1 maggio Festa del lavoro? Centri commerciali tutti aperti

In provincia tutti avranno le saracinesche alzate, Luigino Boscaro (Uil): "Vergognoso, spero che ci sia il sole e non ci vada nessuno)

MESTRE. Primo maggio di lavoro. Dopo la festa della Liberazione con outlet e templi dello shopping aperti, ora tocca alla festa dei  lavoratori, fino a qualche anno fa uno di quei giorni del calendario in cui si incrociavano le braccia senza se e senza ma e ci si godeva la famiglia.

Sulla scorta della “deregulation” del commercio, invece, oramai da diverse stagioni i centri commerciali rimangono aperti per accogliere clienti, affezionati della domenica e dei festivi, giovani e meno per cui le piazze degli outlet sono diventate un punto di riferimento, le gallerie dei negozi una passerella pomeridiana e un luogo dove andare mangiare un gelato. Chi ha in programma gite fuori porta o scampagnate al mare piuttosto che in montagna, potrà fare una capatina praticamente dappertutto.

Chi rimane in città tutto il giorno, ha solo la scelta, visto che in provincia di Venezia c’è la concentrazione di centri commerciali più alta del Veneto. Partiamo con il centro commerciale Auchan di Mestre: fino a lunedì, il sito dava chiuso il primo maggio, una mosca bianca, doveva essere l’unico a fare festa. Adesso, invece, viste forse le previsioni meteorologiche che non prevedono clima tropicale o i colleghi al lavoro, cambio di marcia, rimarrà aperto.

Saranno aperti il centro commerciale Valecenter di Marcon a sole due uscite di tangenziale, la Nave de Vero di Marghera, il Panorama, sempre a Marghera. Per i mestrini che amano rimanere nei pressi di piazza Ferretto e al massimo fare due passi, Centro Le Barche aperto, con la consueta possibilità di fare colazione o brunch nella terrazza della Feltrinelli all’ultimo piano, opzione amata anche da moltissimi anziani, specialmente la domenica, quando la maggior parte dei locali sono chiusi. Aperto per turisti e non, l’outlet di Noventa. I negozi della città, invece, apriranno come al solito in ordine sparso, a seconda delle forze e delle possibilità. Alcuni esercizi di vicinato terranno aperto solo al mattino, altri osserveranno il riposo. Aperti, come in qualsiasi giorno della settimana, tutti i negozi, e sono oramai moltissimi, gestiti da stranieri che seguono altre tradizioni e calendari e che sono abituati a lavorare no stop.

"Il primo maggio sarò come sempre in piazza", commenta Luigino Boscaro (Uiltucs Uil), "oramai, purtroppo, il problema è che la liberalizzazione degli orari è entrata nella cultura e nella mentalità della gente, anche se c’è ancora qualcuno che crede nei valori e nelle tradizioni che questo Paese ha, al di là di tutto e di tutti. In provincia di Venezia, poi, la situazione è vergognosa. Spero che ci sia il sole, che sia una bellissima giornata e che nei centri commerciali a fare shopping non ci vada nessuno, ma so già che non sarà così. L’unica nota positiva è che adesso, con la sentenza della Corte di Cassazione, i datori di lavoro non possono più obbligare i dipendenti a lavorare se non vogliono".

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