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La protesta dei migranti all’ora di cena

Chioggia. La contestazione all’hotel Al Bragosso è scoppiata per il menù, ma il disagio aumenta

CHIOGGIA. Protesta dei migranti ospitati all’hotel Al Bragosso di Sant’Anna. La pasta condita in qualche modo proprio non la volevano: si aspettavano le patatine fritte con il pollo, così come sono abituati a mangiare quasi ogni domenica da quando si trovano a Chioggia.

Ma, forse, non era solo questo. La contestazione è scoppiata all’ora di cena di domenica quando, appunto, invece del solito piatto di pollo e patate è arrivata la pasta con qualcos’altro. Nelle intenzioni dei gestori dell’albergo doveva essere una variazione del menù, in occasione della Pasqua. Non è chiaro se questo “festeggiamento” sia stato comunicato ai profughi (che sono quasi tutti musulmani) e in quale maniera, o se la cosa sia stata da loro interpretata, in modo sbagliato, come un peggioramento del regime alimentare. Sta di fatto che si sono messi praticamente tutti di traverso e hanno rifiutato di mangiare la pasta, chiedendo a gran voce che fossero date loro le solite patatine col pollo.

La protesta ha, poi, preso anche altri toni: i migranti se la sarebbero presa anche con la bandiera italiana che i gestori dell’albergo avevano appeso (da un po’ di tempo) all’interno di uno degli spazi comuni. Insomma, la contestazione aveva raggiunto livelli molto alti e minacciava di proseguire a lungo, con conseguenze imprevedibili.

A quel punto sono state chiamate le forze dell’ordine, polizia e carabinieri, che sono giunte a Sant’Anna in forze (tre pattuglie) e sono riuscite, in breve, a calmare i profughi e a far smettere le intemperanze. Poi, verso le 22, tutti hanno mangiato la pasta (riscaldata) che era stata portata loro due ore prima.

Questo è il primo episodio di protesta collettiva di cui si siano resi protagonisti gli immigrati del Bragosso da un anno a questa parte, da quando cioè sono stati trasferiti a Sant’Anna dal centro di Chioggia (dove erano ospitati alla Locanda Valdostreghe, che necessitava di ristrutturazione). In precedenza c’era stato anche un caso di espulsione, ma riguardava un singolo profugo che aveva tenuto comportamenti scorretti.

Ora si tratterà di capire se la protesta di Pasqua è stata solo

una questione di menù o se non si sia sovrapposta a temi di tipo religioso, per presunti “striscianti” festeggiamenti della Pasqua che i profughi (o alcuni di loro) potrebbero aver esagerato. Il malcontento manifestato contro la bandiera andrebbe a favore di questa ipotesi.

Diego Degan

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