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«A Riccione i “reef ball” a Jesolo le mareggiate»

Nella località turistica romagnola sperimentate le prime otto strutture a campana Bison: «Come sempre siamo stati sorpassati e ci teniamo l’erosione delle spiagge»

JESOLO. Pioggia e forte vento, il mare si alza ancora e investe il lido est di Jesolo. Già ieri il mare ha raggiunto le torrette di salvataggio e oggi si stilerà il bilancio dopo una nottata critica legata alle folate di Scirocco.

Già i balneari sono in tensione per le normative europee che sembrano bocciare le proroghe e mettere le concessioni demaniali all’asta entro pochi anni. Adesso ci si mette anche il mare, contro il quale non ci sono speranze di ricorsi o battaglie legali e politiche. Oggi il presidente di Federconsorzi Jesolo Renato Cattai sarà a Carrara per il Consiglio nazionale nel quale saranno affrontate queste problematiche.

«Intanto siamo a osservare la spiaggia per gli esiti della mareggiata», commenta Cattai, «ma non è facile e oggi potremo dire che conseguenze abbiamo avuto. Il mare tra venerdì e sabato è salito ancora e oggi cercheremo di fare la conta dei danni che non è stata possibile nei giorni scorsi. Avevano già perso circa 35 mila metri cubi di sabbia nell’ultima mareggiata, ora vedremo. Siamo in stato allerta, e non dormiamo la notte per l’erosione alle porte».

Curiosamente, a Riccione, sono arrivati i reef ball in via sperimentale.

In tutto otto strutture e campana contro l’erosione e per il ripascimento, del tutto simili a quelle che ancora oggi giganteggiano davanti al Tropicarium Park di piazza Brescia, che li ha presentati in un convegno, dipinti con colori sgargianti dall’artista jesolano Carlo Pecorelli.

A Jesolo sono in esposizione, a Riccione invece vengono utilizzati. Anche la sperimentazione annunciata a suo tempo a Duna Verde non è stata attuata. «Almeno loro ci hanno provato», commenta dal consiglio comunale, Daniele Bison, «qui non è stato fatto nulla. Avevamo in mano un’idea, un progetto. Gli imprenditori del Tropicarium Park ci avevano creduto, promosso un convegno pubblico con le autorità. Tutti parevano d’accordo e poi come al solito sono caduti nel dimenticatoio, quando a Riccione, invece, si parte concretamente con una sperimentazione che ci sorpassa clamorosamente. Ora, io non so se i reef ball sono una soluzione effettiva, ma sono sicuramente un progetto concreto da provare. Perché anche quest’anno, conclude il consigliere, «perderemo migliaia di metri cubi di sabbia senza poter fare nulla

mentre sono stati spesi oltre dieci milioni di euro in questi decenni per cercare di fermare l’erosione senza risultati positivi. Vedremo solo le ruspe per portare la sabbia erosa, senza che sia stato fatto nulla di veramente importante a livello strutturale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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