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Azienda tessile con 35 lavoratrici in nero

Cavarzere. L’ispezione della Guardia di Finanza alla Fashion Jeans. Dopo i controlli, le donne sono state messe in regola

CAVARZERE. Trentacinque lavoratrici in nero. Sembra un dato d'altri tempi, quando a Cavarzere il tessile era in auge e, all'ombra della celebre Americanino, proliferavano, in capannoni e scantinati, decine di ditte artigianali con l'ambizione di imporsi sul mercato e la speranza di facili guadagni. Oggi che il tessile è in crisi, per effetto della concorrenza cinese e dell'Est Europa, e che i cosiddetti laboratori operano in regime di sopravvivenza, la presenza di una ditta con un tale nume ...

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CAVARZERE. Trentacinque lavoratrici in nero. Sembra un dato d'altri tempi, quando a Cavarzere il tessile era in auge e, all'ombra della celebre Americanino, proliferavano, in capannoni e scantinati, decine di ditte artigianali con l'ambizione di imporsi sul mercato e la speranza di facili guadagni. Oggi che il tessile è in crisi, per effetto della concorrenza cinese e dell'Est Europa, e che i cosiddetti laboratori operano in regime di sopravvivenza, la presenza di una ditta con un tale numero di dipendenti irregolari non può che stupire. La scoperta l'ha fatta, la settimana scorsa, la Guardia di Finanza, al termine di quella che è sembrata essere un'operazione a lungo studiata e preparata. La ditta in questione si chiama Fashion Jeans e opera, da alcuni anni, a Cavarzere. Lavora sia in proprio che per conto terzi, con marchi di prestigio, come la Diesel, la Jeckerson Jeans, occupandosi di tutte le fasi della lavorazione, compreso il finissaggio (taglio dei fili). La ditta è cresciuta molto negli ultimi tre anni, fino a occupare una sessantina di dipendenti ed era già finita nel mirino dell'Ispettorato del Lavoro ma, stando alle indiscrezioni, più di una volta i dipendenti in nero si erano velocemente allontanati all'arrivo dei controlli. Non questa volta, però, perché le Fiamme gialle avevano opportunamente bloccato tutte le uscite, prima di farsi annunciare e hanno poi fatto il giro di tutti i locali dell'azienda.

Il risultato, appunto, è stato quel numero di 35 donne, tutte italiane, prive di regolare assunzione. Come prassi a tutte è stato chiesto da quanto tempo lavorassero lì, ma le risposte erano quasi sempre «da ieri» o «da oggi». Dal momento che la sanzione per lavoro nero comprende una quota fissa e una quota che cresce col numero di giorni lavorati irregolarmente, il sospetto è stato che le operaie fossero state “istruite” nell'eventualità. Ma almeno in qualche caso, la bugia sarebbe stata smascherata grazie alle riprese video effettuate dai militari che testimonierebbero la presenza al lavoro delle interessate per periodi molto più lunghi di quelli dichiarati.

La legge, in questi casi, oltre alle sanzioni, prevede la sospensione dell'attività dell’azienda fino all'assunzione formale di tutti i lavoratori in nero e questo è stato fatto immediatamente, ne va dato atto, da parte dei titolari della Fashion Jeans.

Diego Degan

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