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«Mille case vuote a Cannaregio»

Censimento del Pd. Lista Casson e M5S: «Modificare i tetti massimi di reddito»

A Cannaregio ci sono più di mille case vuote. Nei 9.668 appartamenti presenti nel sestiere, abitano 8.297 famiglie di cui 4.224 formate da una sola persona, 2.059 da due, 1.159 da tre, 638 da quattro, 142 da 5 e oltre 75 da più di 5. Metà degli abitanti vivono da soli. Questi numeri, nella loro schiettezza, confermano l’emergenza di una politica abitativa. I dati sono frutto di un censimento in corso, avviato dal Circolo Pd di Cannaregio, in collaborazione con quello di Castello e i cittadini: «Molte delle 1371 abitazioni vuote» spiega Marina Rodinò del Circolo «svolgono funzione turistico-ricettiva, in maniera legale o abusiva, altri sono in affitto, non si sa se regolari. Per questo è importante che gli appartamenti pubblici siano messi a disposizione della cittadinanza, evitando di rimanere chiusi ed esposti al degrado».

La novità della ricerca è che tutti i veneziani sono chiamati a partecipare per fare una mappa della situazione abitativa di Venezia, segnalando le case vuote vicino alle loro abitazioni (arcifrancatrentin@gmail.com). Il circolo inserirà le segnalazioni nell’elenco sul sito www.pdcannaregio.it, consultabile già ora.

Negli ultimi giorni la Lista Casson e il Movimento Cinque Stelle, sulla scia del caso “Affittopoli” di Roma, hanno rilanciato la questione abitativa. Il Pd ha inoltre ribadito la necessità di portare al voto la mozione “Una città a misura di cittadino” che da mesi viene posticipata. «Entro febbraio» ha detto il capogruppo Pd Andrea Ferrazzi «si dovrà votare in consiglio comunale la mozione sui cambi di destinazione d’uso. È tempo che il Comune esiga dall’Ater i dati sulle case e che si cambi la legge regionale sul tetto di reddito che oggi arriva sui 110 mila euro».

Se Casson attraverso un’interrogazione chiede a che punto sia il censimento e quale siano i controlli in atto, i grillini puntano con una mozione firmata Elena La Rocca alla modifica della legge regionale che prevede che si possa rimanere in un’abitazione fino a un massimo di reddito di 110 mila euro: «Chiediamo» ha detto la capogruppo dei Cinque Stelle «che l’amministrazione si faccia promotrice di un progetto di legge regionale d’iniziativa comunale che modifichi l’attuale disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni degli alloggi Erp». L’anomalia è

stata più volte segnalata da Matelda Bottoni (Consulta sulla Casa del Comune): «Invito tutti a partecipare al censimento del circolo» ha detto Bottoni «per riappropriarsi degli spazi di vita che spettano di diritto a ogni abitante della nostra bella ma difficile città».

Vera Mantengoli

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