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«Mi sono girata e non l’ho visto Reno era stato travolto dal Suv»

Ca’ Savio. Il tragico racconto della moglie Gemma che ha visto il marito morire tra le sue braccia «Ho cercato di scuoterlo, ma ho capito subito che era grave. Avevamo appena fatto la spesa»

CA’ SAVIO. «Se attraversavo la strada accanto a mio marito Reno, sarei stata travolta con lui e forse ora saremmo assieme in cielo. Appena il tempo di voltarmi a vedere se passavano auto per attraversare la provinciale che il Suv lo aveva già investito e proiettato a molti metri di distanza».

I ricordi di Gemma Zanella, originaria di Sant’Erasmo, ripercorrono come in un film la normalità degli ultimi momenti di vita quotidiana assieme all’amato marito Reno Rioda, 79enne pensionato di Ca’ Savio che ha perso la vita sotto i suoi occhi travolto da un Suv mentre attraversava via Fausta nel tardo pomeriggio di lunedì.

«Eravamo inseparabili e volevamo comprare una confezione di galani e una bottiglia di prosecco», racconta, «per festeggiare il Carnevale imminente con un dessert e un brindisi dopo cena. Per questo avevamo appena fatto la spesa al supermercato Ld di Ca’ Savio e dovevamo attraversare la provinciale Fausta per tornare a casa a piedi in via Julia. Nell’attraversare lui è passato avanti mentre io sono rimasta appena indietro per guardare se c’erano auto in transito».

«Il tempo di voltarmi un attimo e non lo vedo più», racconta con la scena ancora negli occhi, «penso: ma dove è sparito? Attraverso e scorgo un’auto ferma sul ciglio opposto sulla mia sinistra oltre una decina di metri più avanti. Mi sono avvicinata e ho riconosciuto mio marito a terra tutto insanguinato senza i suoi occhiali finiti vicino all’alzata del marciapiede. Mi sono avvicinata a lui per scuoterlo e tenerlo cosciente ma ho visto che non dava segni di vita. Ho capito che era gravissimo e ho detto subito alle persone lì vicino che poteva essere già morto. Dalla posizione dove si è fermato vicino al ciglio del marciapiede credo che avesse quasi attraversato del tutto quando è stato un centrato».

«Ringrazio i passanti che mi hanno aiutato chiamando i soccorsi e poi accompagnandomi a casa», continua la vedova, «e i sanitari della Croce Verde e del pronto soccorso di Jesolo per aver tentato per quasi un’ora di rianimarlo».

«Nella tragedia», conclude il suo drammatico racconto, «è stato meglio che mio marito se ne sia andato allìimprovviso. Preferisco che abbia sofferto il meno possibile perché ho perso da quattro mesi mio fratello dopo una lunga malattia e so quanta sofferenza ha sopportato».

A carico del 37enne conducente dell’auto investitrice, M. D. di San Donà, il pm di turno Gava ha aperto d’ufficio un fascicolo con l’ipotesi di omicidio colposo, mentre proseguono le indagini della polizia

locale per stabilire la dinamica precisa dell’incidente.

I funerali, organizzati dall’impresa servizi funebri Facco, sono stati fissati per sabato alle 10 nella chiesa San Francesco di Ca’ Savio e saranno officiati dal parroco don Alessandro Panzanato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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