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«Senza bonifiche Porto Marghera muore»

«Senza bonifiche Porto Marghera muore»

Appelli a Brugnaro e Zaia per la ripresa delle opere di risanamento: «Siamo alla paralisi e il malaffare ne approfitta»

Il sindaco Luigi Brugnaro non ha mai detto una parola sull’argomento, salvo chiedere - senza successo, visto il voto negativo in Parlamento - l’uscita di Porto Marghera dallo status di “Sito di interesse nazionale da bonificare”.

E il governatore Luca Zaia, dopo l’arresto del suo braccio destro, Renato Chisso, e dell’ex ministro Clini nel giugno dell’anno scorso, tace e non si vanta più di avere una lunga lista d’imprenditori pronti ad investire milioni a Porto Marghera.

Eppure le costosissime opere di messa in sicurezza delle sponde lagunari - appaltate, anche queste, al Consorzio Venezia Nuova - aspettano di essere completate, mentre la necessaria bonifica delle aree industriali dismesse e imbottite di discariche tossiche, non è nemmeno iniziata, salvo che in alcune aree del porto.

Una vera e propria paralisi che oltre a rinviare in eterno il risanamento e rilancio di Porto Marghera «lascia spazio al malaffare e alla corruzione» come dimostrato dallo scandalo del Mose e dall’ultimo dossier della Commissione d’inchiesta parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

«L’attenzione costante che il governo e il parlamento continuano a rivolgere a Porto Marghera è fuori discussione», dice il deputato del Pd, Andrea Martella .

«Purtroppo non si può dire altrettanto di Regione e Comune di Venezia in merito alla partita delle bonifiche e al rilancio delle aree. Il mancato decollo della società che dovrebbe gestire i 108 ettari ceduti da Syndial-Eni sta a significare che Zaia e Brugnaro passeggiano e non corrono, quando invece è indispensabile accelerare i tempi. Ogni mese che passa si allontana la possibilità concreta di creare nuovo sviluppo a Porto Marghera. Se non c’è questa consapevolezza e magari ci si limita a fare lo scaricabarile sul governo, le speranze di rinascita si ridurranno al lumicino».

Sul tema intervengono anche i Cinque Stelle: Antony Candiello, della Commissione Ambiente comunale, dice che «Brugnaro e Zaia sulle bonifiche chiacchierano a vuoto e lasciano la questione delle aree industriali dismesse alla burocrazia amministrativa che continua ad approfittarne».

Erika Baldin e Manuel Brusco, consiglieri regionali del M5S, aggiungono: «È evidente il mancato controllo della Regione sull’opera di risanamento ambientale. Se si fa leva politica sulla chimica verde e il rilancio di un territorio, buona norma sarebbe verificare che tali opere vengano ultimate. In Regione adesso ci siamo anche noi e faremo di tutto per garantire controlli e trasparenza anche su questa vicenda di vitale importanza».

Molto preoccupati per la paralisi istituzionale sono anche i sindacati.

«Comune e Regione brancolano nel buio, senza alcuna memoria di quello che è stato fatto, bene o male, negli anni scorsi per il rilancio di Porto Marghera», dice Lino Gottardello, segretario generale della Cisl veneziana.

«Cosa aspettano Brugnaro e Zaia a riconvocare il tavolo istituito nel 2007 dopo la firma degli accordi di programma con la semplificazione delle procedure di bonifica? E Confindustria Venezia perché non prende iniziative per rimettere in moto la concertazione per lo sviluppo del nostro territorio?».

Anche il presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, dice la sua: «Purtroppo da giugno del 2014, quando scoppiò lo scandalo del Mose con i primi arresti, tutto si è fermato e non si è pensato nemmeno di trovare tecnici preparati, come lo era Giovanni Artico che per il Mose è stato arrestato ma poi assolto con formula piena. Ora è più che mai necessaria un’azione urgente e forte di Comune e Regione per far uscire dallo stato di paralisi in cui si trova il processo di risanamento ambientale e di rigenerazione economica ed occupazionale di Porto Marghera. Altrimenti non si avranno argomenti per indurre le industrie, come deve fare Eni sulla chimica verde, ad investire a Porto Marghera».

In consiglio comunale Nicola Pellicani, consigliere del Pd, ha presentato un’interrogazione al sindaco Brugnaro in cui gli chiede di «attivarsi per la ripresa immediata del tavolo

di confronto su Porto Marghera valutando la possibilità di creare un’apposita agenzia per le bonifiche e lo sviluppo. Non possiamo azzerare la programmazione fatta negli ultimi anni, compreso l’accordo per la cessione delle aree Eni a Comune e Regione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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