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Tasso d’usura, la banca deve risarcire

Il Monte dei Paschi dovrà restituire 150 mila euro. È accusato di aver imposto fino al 622 per cento in un trimestre

MESTRE. Il giudice del Tribunale di Venezia Gabriella Zanon ha condannato il Monte dei Paschi di Siena a restituire 150 mila euro più gli interessi ad un imprenditore di Mira, nel frattempo fallito, al quale era stato praticato un tasso da usura sugli addebiti. Stando alla sentenza del magistrato lagunare, senza alcun accordo scritto, gli sarebbero stati addebitate del tutto illecitamente interessi anatocistici (cioè il pagamento di interessi su interessi), commissioni di massimo scoperto, spese e altre commissioni per ben quattordici anni, dal 1997 al 2011, anno in cui la “Naletto Costruzioni sas” di Mira è stata dichiarata fallita dai giudici del Tribunale di Venezia.

Ad avviare la causa è stato l’avvocato Daniele Pietro Costantini per conto del curatore fallimentare, il commercialista veneziano Francesco Loero. Aveva dovuto chiudere i battenti con alcuni milioni di passivo e alla fine anche la Procura si era interessata alla vicenda mettendo sotto inchiesta per bancarotta la figlia del titolare ormai deceduto, Attilio Naletto. Il curatore aveva deciso di avviare la causa, visti i tassi praticati dalla Antonveneta poi assorbita dal Monte dei Paschi (agenzia di Gambarare), in modo da tentare di recuperare almeno una parte del denaro che l’istituto di credito si era trattenuto. Aveva dato l’incarico di avviare la causa all’avvocato Costantini, che ha centrato l’obiettivo con la sentenza depositata nei giorni scorsi. Prima di prendere la decisione, la giudice Zanon ha nominato un consulente tecnico, il commercialista Giovanni Boldrin. Il professionista, con la sua analisi, ha stabilito che la banca avrebbe praticato in quei 14 anni tassi da usura in ben 33 trimestri, cioè per ben otto anni e tre mesi. Il consulente dell’ufficio ha naturalmente preso in esame per ogni trimestre il tasso soglia indicato dalla Banca d’Italia superato il quale scatta l’usura: in quei quattordici anni varia da un minimo del 12 per cento ad un massimo del 19. Stando agli accertamenti, in un trimestre (il secondo del 2007) il Monte dei Paschi avrebbe addirittura imposto il 622%, nel primo trimestre del 2004 avrebbe imposto il 333% e nel secondo del 2006 il 259%. Per il resto, la media è quella del 90-100%.

Naletto, dunque, aveva pagato un conto davvero salato all’istituto di credito di Gambarare. Adesso di quei soldi, quando la banca

li verserà, godranno i creditori del fallimento. Il curatore dovrà dividerli tra loro in base alle ripartizioni. Il Monte dei Paschi dovrà pagare anche gli interessi e il giudice ha stabilito che dovrà saldare la parcella del consulente tecnico d’ufficio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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