Quotidiani locali

Schiavon, una poltrona da sindaco a Jesolo

Il presidente dell’Aja ad aprile termina il suo terzo mandato consecutivo alla guida degli albergatori

JESOLO. Presidenza dell’Aja, termina l’ultimo anno di mandato per Massimiliano Schiavon che da qui ad aprile traghetterà l’associazione albergatori fino alle nuove elezioni. Schiavon ha ultimato il terzo mandato, nove anni gli uffici Aja di piazza Brescia. Difficile, se non impossibile, il quarto. Molti vedono Schiavon addirittura prossimo candidato a sindaco di Jesolo, dopo che aveva sfiorato un assessorato al turismo, alla testa di un centrodestra moderato e rinnovato. Con il sindaco Zoggia, che lo invita a dichiararsi, non corre buon sangue. I due sono lontanissimi e si attaccano. Non ultimo, sulla questione degli alberghi aperti per il Capodanno.

Ora Schiavon affonda. «Sono sorpreso e lusingato che il primo cittadino abbia dedicato il primo pensiero dell'anno al sottoscritto», dice Schiavon replicando dopo un lungo silenzio, «sintomo che gli albergatori sono nei pensieri profondi del sindaco. Ma al di là della sorpresa, sottolineerei di più il concetto dell’improvvisazione nella gestione della comunicazione turistica e mi atterrei ai fatti. Non sono mai stati in discussione gli eventi, peraltro in buona quantità e qualità, sebbene frutto dell’intuizione di precedenti amministrazioni. Ma solo una dozzina di alberghi aperti e moltissimi esercizi commerciali chiusi anche nelle zone centrali dovrebbero essere un segnale sufficiente per un sindaco che conosce e ha a cuore la principale economia della città. La mia critica voleva essere un campanello per il malessere di molti colleghi, ben più di qualche decina, che faticano a mantenere la redditività degli hotel a livelli accettabili. Così come la disperazione di molti commercianti soffocati dalle spese e disorientati. Se, nonostante, la mirabolante programmazione di cui parla il sindaco, gli alberghi rimangono chiusi i casi sono due: o sbaglia la programmazione o sbaglia la comunicazione».

«Più che preoccuparsi delle mie personali scelte future e interrogarsi su quanti albergatori rappresentino le mie dichiarazioni, un sindaco dovrebbe interrogarsi se, dopo una politica di sperpero di denari pubblici destinati alla promozione turistica derivanti dalla tassa di soggiorno (vedi Miss Italia, festival internazionale

del vino, festa dei nonni, festival del fitness, e altro ancora) rappresenti ancora la maggioranza dei suoi cittadini. A meno che Jesolo non voglia cambiare vocazione e tornare alle origini equestri. Con le piazze piene la sera e il giorno dopo i negozi chiusi».

Giovanni Cagnassi

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