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L'’Asl 12 ha in cura 400 persone malate d'azzardo

Le slot e i giochi d'azzard: possono creare ludopatia: dipendenza e gravi disagi sociali

Firmato un protocollo in Prefettura per sensibilizzare gli esercenti

MESTRE. Il gioco d’azzardo lascia sempre più il segno, e la ludopatia è ormai diventato un problema crescente con numeri sempre più preoccupanti. Dal 2008 a oggi sono oltre 400 le persone che si sono rivolte alla sola Asl 12 e ai servizi offerti dal Serd per far fronte alla situazione.

Ottanta i cittadini veneziani risucchiati nel vortice della ludopatia solo nel corso del 2014. Si tratta di persone che passano il loro tempo a giocare e spendere soldi alle slot machine dei bar o in solitudine ...

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MESTRE. Il gioco d’azzardo lascia sempre più il segno, e la ludopatia è ormai diventato un problema crescente con numeri sempre più preoccupanti. Dal 2008 a oggi sono oltre 400 le persone che si sono rivolte alla sola Asl 12 e ai servizi offerti dal Serd per far fronte alla situazione.

Ottanta i cittadini veneziani risucchiati nel vortice della ludopatia solo nel corso del 2014. Si tratta di persone che passano il loro tempo a giocare e spendere soldi alle slot machine dei bar o in solitudine davanti al proprio smartphone. Una piaga alla quale a inizio anno ha dichiarato guerra anche la Prefettura di Venezia, organizzando un tavolo tecnico per il suo contrasto, la tutela dei minori e la ludopatia.

Il tutto in accordo con i Comuni della provincia, gli enti morali e religiosi e le forze di polizia. Il Protocollo, firmato in Prefettura, prevede l’istituzione di un tavolo provinciale per procedere al monitoraggio del fenomeno e all’individuazione degli interventi per potenziare l’informazione e la formazione dei cittadini e degli operatori economici.

Particolarmente significativa è l’azione delle associazioni di categoria e di volontariato, che hanno il compito di sensibilizzare gli operatori economici, bancari e finanziari sulla delicata e complessa problematica e le conseguenti ripercussioni negative sul piano sociale, familiare e lavorativo.

Ciò attraverso l’attivazione di concrete misure di prevenzione, tra cui la riduzione della pubblicità indiscriminata e incontrollata all’esterno dei negozi, oltre all’istituzione di marchi di qualità che identifichino gli esercizi aderenti alle iniziative preventive.