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Cigs alla Mantovani, arrivano le lettere

I sindacati: «Strumento migliore per affrontare questa crisi». Verso l’accordo con le banche per anticipare l’indennità

La società Mantovani «è stata costretta a chiedere la cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs)» a causa del «perdurare stato di crisi aziendale». I circa venti dipendenti che fino all’altro giorno erano a casa in regime di cassa integrazione ordinaria hanno ricevuto nelle scorse ore le lettera dell’azienda che li informa dell’apertura della procedura di crisi e della conseguente apertura della Cigs per un numero massimo di 353 dipendenti, con sospensione a zero ore o con riduzione dell’orario a seconda delle necessità. I primi a essere interessati sono proprio loro. È l’ effetto dell’accordo firmato mercoledì scorso tra l’azienda di costruzioni con sedi a Venezia e Padova e le organizzazioni sindacali negli uffici della Città metropolitana. «È lo strumento migliore», spiegano i sindacati di categoria Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, «per affrontare questo stato di crisi dell’azienda. Avremo confronti mensili con i vertici dell’azienda per capire, con le successive chiusure dei cantieri, chi potrà essere ricollocato in qualche altro cantiere e chi invece dovrà restare a casa. Con l’obiettivo di arrivare presto a nuove commesse, e quindi a nuovo lavoro per tutti».

I numeri. In queste ore circa venti operai stanno passando dalla cassa ordinaria alla straordinaria e fino alla fine dell’anno non dovrebbero essere ulteriori modifiche. Da gennaio, con la chiusura di cantieri importanti tra i quali il terminal portuale di Fusina, i dipendenti destinati a entrare in Cigs saranno un centinaio, soprattutto operai. Anche gli impiegati probabilmente saranno interessati da una riduzione dell’orario di lavoro. Di sicuro c’è che la Cigs non riguarderà gli impiegati che, nella sede di Padova, lavorano negli uffici per la ricerca di commesse in Italia e all’estero. È all’estero infatti che, come spiegato al nostro giornale l’altro giorno dal presidente Carmine Damiano, sta guardano l’azienda, con nuove società aperte in Romania, in Marocco, in Tanzania e negli Emirati Arabi, in previsione dell’Expo di Abu Dhabi 2020 in vista del quale Mantovani si presenta con il biglietto da visita della piattaforma realizzata per l’Expo di Milano. Nel mercato italiano Mantovani paga il danno d’immagine per il coinvolgimento nello scandalo del Mose e la carenza di importanti lavori pubblici.

Istituti di credito. L’accordo siglato tra azienda e sindacati preveda che il dipendente non percepirà dall’azienda alcun anticipo rispetto all’erogazione della Cigs. Ma Mantovani e sindacati si sono impegnati a cercare alcuni istituti di credito - potrebbero essere un paio anche per andare incontro alle richieste dei dipendenti - che possano anticipare l’erogazione mensile dell’indennità prevista dalla Cigs che altrimenti arriverebbe nelle tasche dei lavori interessati con un posticipo di 4-6 mesi.

Assemblea lavoratori. Prima della firma dell’accordo ne erano state organizzate due, di cui la prima sollecitata dai lavoratori che invitano i sindacati a essere chiari sullo stato di salute e il futuro dell’azienda. «Nella seconda», spiegano Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil,

«abbiamo ottenuto il mandato dai lavoratori per firmare l’accordo con l’azienda sulla Cigs. Ora torneremo a riunirci con i lavoratori nell’arco di una decina di giorni, non appena avremo pronto l’accordo con gli istituti di credito per l’anticipo della Cigs».

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