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Migranti a Eraclea il sindaco chiede il rispetto delle quote

Non più i 130 profughi del residence, ma solo una ventina Si attende il nome della cooperativa che sostituirà la Solaris

ERACLEA. Accoglienza diffusa in tutto il territorio e rispetto delle quote dei migranti. La linea del sindaco, Giorgio Talon, si sta consolidando e il primo segnale forte è il cambio di gestione della cooperativa Solaris di Carpi al residence Mimose di Eraclea Mare, dove ci sono ancora circa 130 migranti in attesa dei permessi e della protezione internazionale.

In questi giorni è stato confermato che la cooperativa di Carpi, che dallo scorso giugno sta gestendo l’ospitalità al residence messo a disposizione dalla Immobiliare Venezia di Verona, sarà sostituita su decisione della prefettura. A giorni sarà resa nota la nuova cooperativa, che sarà scelta tra quelle del Veneto, che prenderà in mano la gestione. Momentaneamente sarà Stefano Fuso il responsabile, dopo aver collaborato in questi mesi, in attesa della comunicazione da parte della prefettura di Venezia.

Ma il sindaco Talon sta lavorando assiduamente nel silenzio. In qualche modo aveva anticipato e predetto certe decisioni ora arrivate. Sue le lettere che avevano informato la prefettura sui disordini al residence, le proteste, i problemi di gestione. Più volte i migranti avevano occupato le strade, avevano manifestato davanti agli uffici della cooperativa per la qualità e quantità del cibo, ma anche per i ritardi nella concessione dei permessi attesi da giugno. La situazione è andata peggiorando in un clima di tensioni e sospetti che hanno coinvolto anche i proprietari degli appartamenti, esasperati dalla presenza dei migranti.

Questi dovrebbero rimanere almeno fino alla fine dell’anno, anche se il sindaco Talon sta combattendo per il rispetto delle quote. A Eraclea ne spetterebbero una ventina, e non certo 130 o 150 come ne sono arrivati con le punte massime al residence Mimose. Una volta confermata la quota spettante a Eraclea, la ventina che arriverà sarà distribuita secondo un principio di accoglienza diffusa, quindi in varie zone del territorio che il Comune sta individuando per gettarsi alle spalle le tensioni che hanno contraddistinto l’estate 2015.

Una battaglia difficile che il sindaco e la comunità sta combattendo perché non si ripeta più la situazione della scorsa estate che ha provocato forti tensioni, anche se poi, dal punto di vista dell’ordine

pubblico la situazione, tra proteste anche di dubbio gusto e qualche pugno, non è mai degenerata per davvero. La futura distribuzione diffusa sarà poi efficace anche per evitare che si vengano a creare casi di tensione tra diverse etnie e con i residenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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