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Il residence dei migranti tolto alla coop “Solaris”

Eraclea. La gestione del Mimose verrà affidata a un’altra organizzazione dopo le tante proteste e polemiche. La struttura ospita ancora 130 persone

ERACLEA. La cooperativa “Solaris” di Carpi non avrà più la gestione dei migranti al residence Mimose di Eraclea Mare. In forza di una decisione della prefettura di Venezia, la gestione sarà affidata a giorni a un’altra cooperativa del Veneto il cui nome non è ancora stata reso noto. Non si conoscono le motivazioni di una simile decisione che seguono un periodo di forti tensioni, acuite in queste ultime settimane dopo varie proteste organizzate dai migranti scesi anche in strada.

I circa 130 stranieri rimasti, arrivati a Eraclea Mare lo scorso giugno, hanno iniziato già a metà estate a occupare le strade d’ingresso alla località turistica per protestare contro la qualità e quantità del cibo, i ritardi nella concessione dei permessi e della protezione internazionale. Promesse non mantenute, presunti accordi non rispettati. Le tensioni erano forti, anche con i proprietari dei 30 appartamenti del residence la cui estate è stata rovinata dalla difficile convivenza con i migranti, arrivati fino a 150 e oltre in appartamenti attaccati a quelli di chi veniva per trascorrere la vacanza tanto attesa al residence. Momentaneamente la gestione dei migranti è stata affidata a Stefano Fuso, che aveva già collaborato in questi mesi con la cooperativa.

La situazione al residence sembra normalizzata, dopo le ultime proteste della scorsa settimana. L’assistenza non manca, anche i pasti sono regolarmente serviti. Ma i riflettori sono accessi quotidianamente e si teme una polveriera che possa sempre esplodere da un momento all’altro per le complesse condizioni. Fuso ha già maturato una certa esperienza nel settore e in particolare conosce bene le condizioni di Eraclea Mare e dei migranti, che resteranno almeno fino a fine anno salvo modifiche o altre sorprese che non si possono escludere. Tra pochi giorni, sempre la prefettura deciderà a chi affidare la gestione dopo la parentesi piuttosto lunga della cooperativa “Solaris” di Carpi che all’inizio era parso riuscisse a mantenere il controllo, con la sua squadra di collaboratori, mediatori, responsabili, sanitari. Poi sono aumentate le liti, spesso per futili motivi, più volte sono arrivati i carabinieri e altre forze di polizia a sedare scontri anche violenti tra i migranti. Infine, le proteste organizzate di alcune etnie,

che si sono lamentate per le razioni alimentari e i ritardi nonostante le promesse di protezione internazionale. Il sindaco Giorgio Talon è stato informato della “destituzione” e dello scioglimento dei vincoli da parte della prefettura, ma non ha espresso commenti.

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