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il sindaco di cona

Panfilio ironico: «Cuttaia, non ho il dono dell’ubiquità»

«Il prefetto, dopo due rifiuti consecutivi, mi ha concesso di visitare la base lunedì (oggi, ndr) alle 10, e mi ha anche invitato alla riunione della cabina di regia, lunedì alle 10.30 a Venezia. Non...

«Il prefetto, dopo due rifiuti consecutivi, mi ha concesso di visitare la base lunedì (oggi, ndr) alle 10, e mi ha anche invitato alla riunione della cabina di regia, lunedì alle 10.30 a Venezia. Non ho ancora il dono dell’ubiquità, ma sto cercando di attrezzarmi». Il sarcasmo è chiarissimo nel tono del sindaco di Cona, Alberto Panfilio. Da quel 5 agosto, in cui la delegazione di cittadini di Cona era stata ricevuta in prefettura e rimandata a casa con la promessa di uno “sfoltimento” del numero di profughi ospitati nella base di Conetta, i rapporti tra Comune e Prefettura si sono incrinati.

Comunque oggi Panfilio sarà a Venezia, insieme agli altri sindaci del Veneziano dai quali, però, non si aspetta alcuna solidarietà. E la solidarietà, per i conensi, non significa comprensione o generiche pacche sulle spalle, ma la disponibilità ad accogliere alcuni di quei profughi. “Accogliere tutti, per accogliere meno”, si potrebbe dire, richiamando uno slogan di passate stagioni politiche. Il disagio della popolazione locale, infatti, è legato essenzialmente al numero degli stranieri: quanti sono? chiedono i cittadini. Non si sa, per disposizione della Prefettura che autorizza la comunicazione degli arrivi, ma non quella delle partenze (spontanee) dalla base. In quali condizioni di salute? Il fatto che, come da protocollo sanitario, i profughi vengano visitati nei centri di prima accoglienza (allo sbarco) e poi rivisitati, secondo necessità, dalle Asl dei luoghi in cui soggiornano (in questo caso al poliambulatorio di Cavarzere), non basta a rassicurare.

C’è chi si lamenta perché attraversano proprietà private (campi e orti) nelle loro “passeggiate” all’esterno della base. «Lo fanno per accorciare la strada per andare nei paesi vicini», spiegano gli stessi esponenti del Gruppo Spontaneo di Cona che, con molti profughi, hanno stretto rapporti di conoscenza diretta. Ma i timori restano. E resta la diffidenza, forse indotta, per quelli «col telefonino da centinaia di euro» o «vestiti a lustro, con la camicia bianca». Insomma, i rapporti sociali sono tesi e un minor numero di ospiti

calmerebbe gli animi, ma l’ultimo bando delle Prefettura, per 700 nuovi posti, è praticamente fallito. Intanto si avvicina l’inverno e, a Conetta, qualche centinaio di persone potrebbe ritrovarsi a vivere in spazi che ne possono ospitare, dice l’Asl 14, «al massimo 112».

Diego Degan

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