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Dodici le persone intossicate dalla nube di gas al camping Garden Paradiso

Il camping Garden Paradiso

Causa dell'incidente, 80 litri di acido solforico versati per errore nella cisterna del cloro  per disinfettare la piscina

CAVALLINO. La nube tossica al cloro che si è sprigionata giovedì nella piscina del camping Garden Paradiso di Cavallino Treporti è stata dovuta a  un versamento di acido solforico nella cisterna del cloro durante la ricarica dei disinfettanti dell'acqua.Bilancio: nove persone tra personale e turisti finiti in osservazione negli ospedali di Venezia, Jesolo e San Donà. Altri tre ospiti del camping sono stati monitorati in ambulanza senza uscire dalla struttura ma senza particolari conseguenze. ...

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CAVALLINO. La nube tossica al cloro che si è sprigionata giovedì nella piscina del camping Garden Paradiso di Cavallino Treporti è stata dovuta a  un versamento di acido solforico nella cisterna del cloro durante la ricarica dei disinfettanti dell'acqua.Bilancio: nove persone tra personale e turisti finiti in osservazione negli ospedali di Venezia, Jesolo e San Donà. Altri tre ospiti del camping sono stati monitorati in ambulanza senza uscire dalla struttura ma senza particolari conseguenze.

Camping da 3.500 turisti. Era iniziata come una normale mattinata di mare, sole e tranquillità nel parco acquatico interno alla struttura ricettiva a 4 stelle di via Francesco Baracca 55. Un complesso di piscine con una vasca 20 per 50 metri e altre due 15 per 20 metri, fiore all'occhiello del camping fra i più rinomati di Cavallino-Treporti che in questo periodo ospita 3.450 turisti di cui 800 italiani ed il resto tedeschi. I primi turisti erano già affluiti in piscina aperta dalle 9, anche se in verità erano pochi perché data la splendida giornata in molti si erano riversati sui 300 metri di spiaggia antistante al camping.

Nube tossica. È stato poco dopo, alle 9.45, che l'autotrasportatore della ditta B&C, ex Bettella di Albignasego (Padova), per compiere la regolare manutenzione prevista periodicamente in questa stagione, sbagliando bocchettone d'innesto ha versato per errore nella cisterna del cloro 80 litri di acido solforico, dei 500 che aveva in carico. Nel giro di qualche istante l'atmosfera di pacifica vacanza si è trasformata in un inferno per una nube chimica uscita dalla sala macchine della piscina. Le due sostanze chimiche hanno infatti dato luogo a una potente reazione chimica che ha scatenato una nube gassosa tossica.

Il tecnico manutentore. Il primo ad accorgersene è stato il tecnico manutentore della piscina del camping, Fabio Tappetto, 42enne di Cavallino-Treporti, che, come da procedura, era nella sala macchine della piscina munito di maschera antigas e protezioni e monitorava i parametri durante l'operazione di ricarica. È uscito immediatamente dalla sala macchine per bloccare il versamento di acido e per far sgomberare più velocemente tutta l'area dai turisti si è tolto la maschera antigas per avvisarli di allontanarsi. Nel frattempo il composto gassoso usciva dalle bocchette di sfogo della sala macchine avvelenando l'aria a chi era nei pressi della piscina e scatenando un fuggi fuggi generale.

Esalazioni in piscina, le foto dei soccorsi

I bagnini. Intervengono prontamente i bagnini addetti al salvamento della ditta Blue Sea presenti sul posto per soccorrere i feriti, tra cui l'aiutante bagnino Valentina Costantini, 22 anni di Cavallino Treporti, che finirà col tecnico manutentore all'ospedale di Venezia. Il titolare della Blue Sea, Matteo Vidal, mette in salvo il tecnico, il più grave fra gli intossicati che aveva perso i sensi, portandolo di peso in spiaggia per fargli respirare aria pura. Tutto mentre gli altri bagnini addestrati della Blue Sea, Diego Enzo, Leonardo Orazio e Eleonora Dei Rossi si facevano in quattro per allontanare tutti i turisti dall'epicentro della contaminazione chimica, finendo a loro volta alcuni di loro all'ospedale intossicati. L'allarme alla Croce Verde di Ca' Savio è arrivato alle 9.55 con l'intervento in pochi minuti di due ambulanze con il medico Diego Andreetta e gli infermieri B. M. e S. F. a bordo, un'altra da Jesolo in supporto.

I soccorsi. Dalle 10 del mattino tutta l'area della piscina è stata transennata, sono arrivati tre mezzi dei vigili del fuoco di cui due del gruppo Nucleo Batteriologico Chimico Radiologico di Padova, mentre i carabinieri della compagnia di San Donà collaboravano con i funzionari dello Spisal per ricostruire la dinamica dell'incidente. Oltre al personale coinvolto, sono stati ricoverati tre turisti, due italiani ed uno tedesco, mentre altri tre sono stati monitorati dal personale medico della Croce Verde che ha riscontrato nei casi più gravi infiammazioni alle vie respiratorie superiori e un edema della glottide che ha tolto la voce per qualche minuto a una bagnina intervenuta. La bonifica. Alle 14.30 sono iniziate le operazioni di bonifica della cisterna a cura della ditta Puliesp che ha estratto il composto chimico nocivo. Già alle 15 di ieri il personale del camping aveva tolto le transenne all'area della piscina mentre i controlli per eventuali danni strutturali all'impianto dovuti alla corrosione sono durati fino a sera. Stamattina i tecnici dell'Asl 12 compiranno un ulteriore controllo verificando le proprietà chimico chimiche dell'acqua analizzando un campione per dare il nulla osta alla balneazione forse già nel pomeriggio di oggi.