Quotidiani locali

Case inagibili, scoppia l’emergenza abitativa

La situazione più grave nel Comune di Dolo dove ci sono 132 abitazioni dichiarate fuori uso

DOLO. La grande solidarietà di amici e parenti, per affrontare i problemi causati dalla devastazione del tornado non basta. Ora in Riviera del Brenta, scoppia l’emergenza abitativa. La situazione più grave è a Dolo dove si contano 132 case dichiarate inagibili, 40 hanno avuto la dichiarazione di inagibilità completa perché di fatto sono completamente distrutte (basti pensare all’ex villa Fini). «La situazione», spiega l’amministrazione comunale con il vicesindaco di Dolo Gianluigi Naletto (che è anche assessore ai lavori pubblici) - è pesante. I danni subiti in località Cesare Musatti, nell’area di via Ettore Tito e via Carezioi da 40 abitazioni con quasi altrettante famiglie, sono tali che ci vorranno mesi sei non anni, per poter far fronte ad una emergenza che potrebbe trasformarsi poi in una vera e propria bomba sociale. La gente cioè dopo qualche periodo passato da parenti ed amici, cercherà una sistemazione anche se temporanea più stabile. Per questo chiediamo uno sforzo di tutti gli enti locali limitrofi, e anche sovra comunali per una risposta concreta per il lungo periodo, se ciò si rendesse necessario».

Un aiuto è stato offerto dal Comune di Mira . Il sindaco Alvise Maniero durante l’ultimo consiglio comunale che si è tenuto mercoledì scorso infatti, ha spiegato di voler accantonare parte del patrimonio abitativo dell’ente locale per l’emergenza proprio per questo scopo. Cioè per aiutare i comuni di Dolo e Pianiga colpiti dalla devastazione in modo ancora più grave che la località di Porto Menai di Mira. «Ad ora», ha detto Maniero in Consiglio, «tutti gli sfollati hanno trovato posto da parenti ed amici. Ma non si può escludere che la richiesta di una sistemazione temporanea si presenti anche a Mira».

Mira ha danni a 73 abitazioni. Diversa la situazione di Cazzago di Pianiga dove e case danneggiate sono ben 225 . Si tratta per la maggior parte dei casi, di palazzine di nuova costruzione che hanno avuto il tetto scoperchiato. «Abbiamo circa un centinaio di persone», spiega il sindaco Massimo Calzavara, «che hanno trovato alloggio da parenti ad amici.

Speriamo che nessuno abbia la necessità di trasferirsi in un altro appartamento. Abbiamo dato la precedenza all’avvio dei lavori. Quando Renzi arriverà a farci visita, mostreremo come in pochissimo tempo siamo riusciti a dare una risposta seria e concreta ad un disastro immane». (a.ab.)

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

PER GLI SCRITTORI UN'OPPORTUNITA' IN PIU'

La novità: vendi il tuo libro su Amazon