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Battaglia per la casa, municipio occupato

Mamma di 40 anni in sala consiliare con venti sostenitori. Vive in un alloggio del Comune ma non vuole pagare le utenze

PIANIGA. Municipio occupato ieri dalle 9 fino alle 12. A invadere la sala consiliare per protesta è stata Annalisa Zangrando, 40 anni, mamma di due ragazzi e incinta di un terzo. Una protesta messa in atto insieme a una ventina di attivisti del movimento dei Forconi, capitanati da leader Gaetano Ferrieri. Il motivo della protesta è il possibile allontanamento della donna dalla casa del Comune per le emergenze, che si trova in via di Rivale, e che l’ente locale le ha assegnato più di un anno e mezzo fa, tenuto conto che la donna è disoccupata da tempo. Il servizio offerto dal Comune è scaduto lunedì scorso, ma il problema principale è che la quarantenne, almeno fino a ora, non ha voluto intestarsi le utenze dell’alloggio che continuano ad essere pagate dalla collettività.

I toni dei manifestanti sono presto saliti. «Aiutiamo i profughi e non le famiglie di italiani», è stato il grido che più volte si è levato dai banchi del consiglio comunale dove sono state piazzate le bandiere con il Leone di San Marco. La situazione è stata tesa a lungo, sono intervenuti il vicesindaco Federico Calzavara e i dipendenti dei servizi sociali a calmare gli animi. Zangrando è arrivata alla decisione di occupare la sala del Consiglio dopo che l’ultima richiesta di rimanere nell’alloggio senza pagare le bollette, venerdì scorso, era stata respinta. Agguerritissima, non ha nascosto la volontà di restare in municipio fino a che la situazione non sarebbe stata risolta.

«Non mi suiciderò, né vado a dormire in macchina», ha detto, «I problemi vanno risolti insieme. Il Comune ha il dovere di trovare una soluzione». Gli attivisti hanno denunciato il fatto che ad alcuni stranieri che abitano in appartamenti di emergenza abitativa, il Comune continua pagare le loro bollette e nessuno ha l’intenzione di allontanarli.

Il Comune, però, a queste accuse non ci sta. «La signora Zangrando», ha detto il vicesindaco, «non è stata in alcun modo sfrattata dall’alloggio di emergenza. Fino a ora, però, non ha seguito minimamente il percorso suggerito dai servizi sociali. Non ci sono più diritti per gli stranieri e meno per gli italiani. Tutti sono trattati allo stesso modo, a seconda delle necessità. Il caso della signora è stato strumentalizzato. Le utenze del suo appartamento non sono state staccate. Certo dovrà essere trovata una soluzione alternativa, che non può essere più solo quella dell’emergenza. Abbiamo fissato un incontro con lei e l’assistente sociale per martedì». Più duro il sindaco Massimo Calzavara. «Abbiamo cercato in ogni modo di far sì che la signora si intestasse le utenze. Sapeva che non scherzavamo», spiega, «Se crede di poter vivere per anni alle spalle dei contribuenti, si sbaglia di grosso. Se

non può pagare esistono anche i parenti che possono essere chiamati a contribuire in caso di indigenza».

La protesta è continuata fino alle 12 quando sono arrivati i carabinieri di Dolo che, dopo una trattativa, hanno convinto tutti a lasciare il municipio.

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