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Case: l'affitto regge nei centri e nelle zone nuove

Il rapporto dell'agenzia "Solo Affitti" sulla nostra provincia. La locazione piace a Venezia, Quarto d'Altino e San Donà

VENEZIA. Le locazioni piacciono molto a Venezia città (1° posto in provincia con il 22,6%), Quarto d'Altino (2° con il 19,7%) e San Donà di Piave (3° con 18,5%). È quanto emerge da un’analisi di Solo Affitti, franchising immobiliare specializzato, che ha tracciato una mappa dei comuni dove si vive di più in affitto. Nella provincia sono poche le famiglie che scelgono gli affitti a Campolongo Maggiore (ultima in graduatoria con il 6,4%), Gruaro (penultima con il 7%) e Camponogara (terzultima con il 8%). In Veneto le locazioni trovano terreno fertile soprattutto nel veronese: a Verona città quasi una famiglia su tre alloggia stabilmente in un immobile affittato (1° posto nella regione con il 29%). Gli affitti sono molto diffusi anche a Peschiera del Garda (4° posto con il 26%), Bussolengo (5° con il 25,8%), Garda (6° con il 24,5%) e Villafranca di Verona (10° posto con il 23,8%). Numerosi gli affitti anche nel vicentino, in particolare a Bassano del Grappa (2° posto e 27%) e a Vicenza (3° posto e 26,5%). Nella graduatoria regionale spiccano anche i comuni di Crespano del Grappa (7° posto e 24,4%) e di Conegliano (9° posto e 24,2%) in provincia di Treviso, oltre a Lozzo di Cadore (8° posto e 24,3%) nel bellunese.
“In Italia fino ad oggi – commenta Silvia Spronelli, presidente di Solo Affitti – a livello normativo si è pensato soprattutto ai proprietari d’immobili e molto meno a chi va in affitto. Sarebbe necessaria una politica organica sulle locazioni prevedendo un piano di agevolazioni fiscali che coinvolga gli studenti, le giovani coppie, le famiglie in difficoltà ma anche gli stessi locatori come avviene in tanti altri Paesi europei. Del resto, anche da noi sta cambiando la visione culturale dell’affitto: non è più una soluzione transitoria. In Italia abbiamo visto piuttosto ridursi nel tempo quel poco di agevolazioni che esistevano. Con la tassazione fissa al 21% della cedolare secca – prosegue Spronelli – certamente si è avviato un percorso virtuoso. L’ulteriore riduzione dal 21 al 10% della cedolare secca quando si applica il canone concordato ha dato un’accelerazione. Nelle due grandi città italiane dove è più alta la quota di persone in affitto, il canone concordato, però, non può essere applicato perché i prezzi non vengono aggiornati. A Milano sono fermi da 16 anni e Napoli da 12. Basterebbe che le amministrazioni comunali convocassero le parti. Questo significa che il proprietario paga il doppio di tasse e l’inquilino non può beneficiare di un canone calmierato e detrazioni fiscali, nel caso in cui l’immobile diventi la sua residenza principale”.
In Veneto le province con più famiglie in affitto sono quelle di Verona (1° posto con il 20,9%) e Vicenza (2° e 16,9%). Nella media regionale si collocano Venezia (3° e 16,5%) e Treviso (4° con il 15,4%). Poco utilizzati i contratti di locazione in provincia di Rovigo (5° e 14,8%), Padova (6° e 14,3%), e Belluno (7° con 13,6%).
Fra le regioni italiane dove si ricorre molto all’affitto, il Veneto occupa il 10° posto (con il 16,5%) in una graduatoria dominata da Campania

(1° posto e 24,4%), Valle d’Aosta (2° e 22,5%), Liguria (3° e 22,2%) e Piemonte (4° e 22,1%). Percentuali molto basse di persone che utilizzano la locazione si registrano in Molise (ultimo con il 10,9%), Basilicata (penultima con l’11,9%) e Sardegna (terzultima con il 12,5%).
 

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