Quotidiani locali

«Niente profughi nelle caserme dismesse»

I sindaci di San Donà e Ceggia: le strutture di Fiorentina e via Ponte Romano sono in degrado

Da San Donà a Ceggia, il coro è unanime: le caserme dismesse del Basso Piave non sono utilizzabili per l’accoglienza dei profughi. Sono stati i vertici nazionali dell’Anci, l’Associazione dei Comuni, a rilanciare l’idea di impiegare le vecchie basi per fronteggiare l’emergenza profughi. Ma nei rispettivi consigli comunali le amministrazioni di San Donà e Ceggia hanno ribadito l’indisponibilità delle strutture presenti nei loro territori. A San Donà è stato il vicesindaco Luigi Trevisiol, rispondendo a un’interrogazione di Giuliano Fogliani (Lega), a spiegare che la caserma Tombolan-Fava di Fiorentina non può accogliere i rifugiati. «Le condizioni della caserma Tombolan-Fava sono tali da non poter ospitare nessuno», ha detto Trevisiol, sottolineando come questa sia la linea sempre tenuta dal Comune sulla questione. A Ceggia è stato il sindaco Mirko Marin a rassicurare il consiglio comunale. Già nei mesi scorsi le due vecchie basi di via Ponte Romano erano state indicate come possibili siti, salvo poi venire scartate dalla Prefettura per le loro condizioni di degrado. «Non possiamo che ribadire quanto già detto, se non aggiungere che rispetto alla volta scorsa la vegetazione all’interno delle basi è notevolmente cresciuta», ha chiarito il sindaco Marin, «i problemi sanitari e strutturali sono rimasti gli stessi, se non sono forse peggiorati. In questi

mesi non sono stati fatti lavori di bonifica dei siti».

La questione aveva investito anche Meolo, dove si erano diffuse nuove voci circa il possibile utilizzo dell’ex base di Marteggia. Ma il sindaco Loretta Aliprandi ha smentito la notizia in consiglio comunale.

Giovanni Monforte

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

I SEGRETI, LE TECNICHE, GLI STILI

La guida al fumetto di Scuola Comics