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Devastate sei cavane rubati quattro motori

Mira. Forzati di notte i ricoveri delle imbarcazioni. Sparite reti e canne da pesca Sventati altri colpi grazie ai cani che hanno abbaiato ai ladri: «Più controlli»

MIRA. I raid dei ladri devastano le cavane a Giare e Dogaletto di Mira. A denunciare i fatti verificatisi qualche giorno fa è Giorgio Marchiori presidente dell’associazione Cavanisti di Mira.

«Nel giro di una settimana», spiega Marchiori, «abbiamo avuto le visite dei ladri. Due raid hanno colpito pesantemente sei cavane di nostri associati. I ladri hanno forzato di notte i ricoveri delle barche con arnesi da scasso portando via tutto quello che trovavano all’interno». Sono spariti così quattro motori di barche, reti e canne per la pesca e attrezzi che si usano per le pulizie in qualche caso sono spariti vestiario per la caccia e le escursioni in barena e alcuni cellulari. I banditi hanno agito arrivando a colpire le cavane dall’entroterra.

Con ogni probabilità hanno parcheggiato dei furgoni o delle auto a ridosso della statale Romea e poi hanno compiuto la razzia. Non è escluso secondo i cavanisti che i ladri abbiano agito verificando prima quali fossero le cavane da colpire, con dei sopralluoghi fatti nei giorni precedenti. Era stata vista infatti un’auto di color scuro circolare insistentemente nell’area di Giare circa una decina di giorni fa. Alcuni cavanisti, che si apprestavano a pescare in barena di notte, hanno sentito durante queste serate rumori strani provenire dalle cavane e, grazie anche al furioso abbaiare dei cani, si sono avvicinati alle strutture sventando alcuni colpi che stavano per essere messi in atto.

«In quest’area della laguna», spiega Marchiori, «servirebbero più controlli anche notturni da parte di polizia provinciale e forze dell’ordine». I fatti sono stati denunciati alle forze dell’ordine che stanno indagando a 360 gradi.

Si pensa che ad agire in casi del genere siano bande specializzate di predoni. Non è la prima volta che i ladri si accaniscono contro le cavane. Qualche anno fa i cavanisti (quasi tutti cacciatori o pescatori) per mettere in fuga i ladri hanno anche esploso in aria diversi colpi di

fucile, facendo fuggire i banditi in mezzo ai campi.

Fra gli altri problemi che affiggono la gronda lagunare c’è poi quello dei bracconieri. Gente, che va a caccia senza criterio e in barba a ogni regola, abbatte specie protette.

Alessandro Abbadir

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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