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Morte della direttrice delle Poste indagati due medici di San Donà

Eraclea. Non si sarebbero accorti della rottura dell’aorta durante la visita al pronto soccorso Eseguita l’autopsia del corpo di Nadia Pasquon, 59 anni. Non ancora fissata la data dei funerali

ERACLEA. Due medici indagati all’ospedale di San Donà per la morte improvvisa di Nadia Pasquon, di Eraclea. La 59enne, ex direttrice delle Poste in diversi Comuni del territorio, tra Basso Piave e litorale, era spirata misteriosamente nella sua abitazione una volta dimessa dal pronto soccorso di San Donà. Si era sentita male ed era stata sottoposta a una visita urgente, ma una volta tornata a casa è morta.

Il sospetto del pubblico ministero che coordina le indagini, il dottor Giorgio Gava, è che possa essere deceduta a causa di una qualche negligenza dei sanitari che non si sarebbero accorti, attraverso gli opportuni esami, della sue condizioni già molto gravi al momento in cui si è presentata al pronto soccorso. Precisamente non avrebbero rilevato una dissecazione aortica, ovvero la rottura dell’aorta che sarebbe stata poi fatale. L’ipotesi è maturata dopo che ieri in mattinata è stata eseguita l’autopsia sul corpo della donna da parte del medico legale, Antonello Cirnelli, che per ora ha mantenuto il massimo riserbo sull’esito dell’esame autoptico da lui effettuato su disposizione del magistrato. Una volta che gli esiti saranno ufficiali sarà possibile stabilire se realmente la sua morte possa essere stata la conseguenza di una disattenzione da parte del personale sanitario che l’ha visitata.

La salma è ora a disposizione dei familiari che potranno fissare la data dei funerali, che si svolgeranno a Eraclea nei prossimi giorni. La donna era improvvisamente venuta a mancare dopo che era stata dimessa dall'ospedale a seguito di quella visita. Era residente a Eraclea, nella frazione di Torre di Fine, sposata da 35 anni con Roberto Benedini cui era molto legata. Madre di due figli, Silvia ed Enrico, fin dal 1982 aveva lavorato presso le Poste italiane ricoprendo anche il ruolo di direttrice in uffici postali di rilievo quali quello di San Giorgio di Livenza, poi a Meolo, Marcon e Cavallino Treporti.

Una carriera professionale e lavorativa molto intensa e con diversi avanzamenti di carriera, frutto del suo impegno e della dedizione nel lavoro. La sua professione le aveva permesso di entrare in contatto con tantissima gente e per questo era molto conosciuta. Nadia era in pensione dal 2013, quando ha deciso di dedicarsi pienamente alla famiglia, alle amicizie da sempre coltivate e alla voglia di godersi tutti gli aspetti della vita che fino a quel momento avevano avuto uno spazio limitato a causa degli innumerevoli impegni di lavoro e famigliari.

Per  questi motivi la famiglia ora è immersa in un lutto profondo e chiede giustizia in attesa di fissare la data dei funerali per l’ultimo saluto assieme ai tanti amici e parenti.

Giovanni Cagnassi

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