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«La corruzione è una zavorra»

Il presidente Zoppas: bisogna denunciare chi non rispetta le regole

«La corruzione e l'illegalità sono come zavorre, un peso in più che le nostre imprese non meritavano e con cui devono fare i conti anche quando si rapportano con investitori e colleghi all'estero; i tanti che operano nel rispetto delle regole devono smettere di essere una maggioranza silenziosa e denunciare, lo dobbiamo anche alle prossime generazioni».

Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia, ha aperto così il convegno ospitato ieri nel parco Vega dal titolo “Legalità, motore per ...

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«La corruzione e l'illegalità sono come zavorre, un peso in più che le nostre imprese non meritavano e con cui devono fare i conti anche quando si rapportano con investitori e colleghi all'estero; i tanti che operano nel rispetto delle regole devono smettere di essere una maggioranza silenziosa e denunciare, lo dobbiamo anche alle prossime generazioni».

Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Venezia, ha aperto così il convegno ospitato ieri nel parco Vega dal titolo “Legalità, motore per lo sviluppo”. Industriali, economisti, rappresentanti delle forze dell'ordine e della pubblica amministrazione riuniti per discutere di leggi, burocrazia e, ovviamente, pratiche scorrette, in un appuntamento annuale che è diventato particolarmente importante ora che su tutta la laguna incombe ancora l'ombra dello scandalo Mose.

Ad affiancare il numero uno di Confindustria Venezia, ieri pomeriggio, anche Alberto Baban (presidente di Piccola Industria) e Paolo Cavalletto (incaricato per l'ente al tema della legalità), oltre al procuratore di Venezia Carlo Nordio, al sostituto procuratore Stefano Ancillotto e al garante della Concorrenza e del Mercato, Giovanni Pitruzzella. «Le lungaggini burocratiche e le complicazioni del diritto sono i genitori della corruzione» ha tuonato Nordio, che da tempo porta avanti una battaglia per la semplificazione normativa «leggi più semplici e comprensibili ridurrebbero gli illeciti e in una società più corretta potremmo tutti ottenere una vita migliore e una maggiore produttività».

Pitruzella si è invece dilungato, come prevede il suo ruolo, sull'aspetto concorrenziale. «Come Antitrust ci siamo concentrati molto sui cartelli che influenzano le gare d'appalto» ha spiegato il garante «ma anche le illegalità diffuse, il mancato rispetto delle regole e il sommerso offrono uno svantaggio sleale agli imprenditori disonesti. Noi abbiamo già sanzionato con multe da oltre cento milioni i casi più eclatanti, ma è importante notare come anche il governo si stia attivando, a cominciare dalla legge delega per la riorganizzazione della pubblica amministrazione». Quanto alla vicenda Mose se per il procuratore veneziano è importante valutare con precisione ogni aspetto del caso (non da ultimo il valore innovativo dell'opera ingegneristica), per Zoppas «bloccare tutto potrebbe essere ancora più dannoso», anche agli occhi del resto del mondo.

Giacomo Costa