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«Gran Viale diventerà una desolata strada d’asfalto»

LIDO. «Stanno trasformando il Gran Viale del Lido in una desolata strada d’asfalto». Inizia così la lettera che è stata scritta ieri per protesta contro il taglio degli alberi da Gruppo Vegan...

LIDO. «Stanno trasformando il Gran Viale del Lido in una desolata strada d’asfalto».

Inizia così la lettera che è stata scritta ieri per protesta contro il taglio degli alberi da Gruppo Vegan Venezia, Italia Nostra, Lipu, Teatro Marinoni Bene Comune, Associazione Lido d’Amare, Quo Libero e numerosi cittadini che hanno dato la loro adesione.

Nella giornata di ieri sono stati abbattuti quattro platani all’inizio del Gran Viale e un pino in via Isola di Cerigo.

«I lavori che Insula sta facendo, ...

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LIDO. «Stanno trasformando il Gran Viale del Lido in una desolata strada d’asfalto».

Inizia così la lettera che è stata scritta ieri per protesta contro il taglio degli alberi da Gruppo Vegan Venezia, Italia Nostra, Lipu, Teatro Marinoni Bene Comune, Associazione Lido d’Amare, Quo Libero e numerosi cittadini che hanno dato la loro adesione.

Nella giornata di ieri sono stati abbattuti quattro platani all’inizio del Gran Viale e un pino in via Isola di Cerigo.

«I lavori che Insula sta facendo, definiti di “riqualificazione”, stanno trasformando la principale strada del Lido che si caratterizzava per la ricchezza di alberature, aiuole e siepi», si ribadisce nella lettera.

«Dalle stesse dichiarazioni pubbliche dei tecnici di Insula, che comunque non hanno mai presentato un progetto dettagliato del costoso intervento, si evince che verranno eliminate le siepi, che oltretutto hanno funzione di barriera verso il traffico e che peraltro in vari punti appaiono ora gravemente danneggiate, e le aiuole, alcune delle quali già scomparse o pesantemente modificate. Così si cementifica ancora di più il terreno a tutto svantaggio delle alberature restanti».

Le associazioni hanno quindi chiesto un nuovo intervento del commissario Zappalorto.

A rincarare la dose è poi Salvatore Lihard: «Il pino è stato tagliato perché è morto a causa dei lavori fatti, mentre i platani, se davvero avevano il cancro colorato, vorrei ricordare che ora possono essere anche curati. I sistemi alternativi al taglio ci sono. E aspettiamo ancora il confronto promesso da Insula entro fine aprile. Siamo ormai al 30 aprile». (s.b.)