Quotidiani locali

«Un concerto di Morandi in favore dei migranti»

Jesolo. L’invito di Esposito (Sel) al famoso cantante dopo le polemiche sul web Finora nella sede di via Levantina della Croce Rossa sono arrivati 49 profughi

JESOLO. Gianni Morandi subito a Jesolo. L’invito è stato formulato dal comitato per i diritti civili che, con Salvatore Esposito, ha assistito alla polemica emersa prepotentemente sui social netowork per le prese di posizione del famoso cantante a favore dei migranti, invitando a riflettere sulla disperazione di queste persone che fuggono da guerre e persecuzioni per cercare una speranza di vita in Europa.

Esposito, che è anche esponente di Sel e con il figlio Francesco è stato il primo a dare il benvenuto ai migranti alla Croce Rossa al lido, non ha esitato: «Chiediamo a Morandi di venire a Jesolo per un incontro», dice, «è gravissimo quanto accaduto in rete, le offese che il cantante ha ricevuto per il solo aver manifestato umanità e buon senso. La nostra idea sarebbe quella di averlo qui anche per un grande concerto all’inizio della stagione che sia di solidarietà e vicinanza ai migranti che hanno perso la vita e a quelli che ce l’hanno fatta a salvarsi e adesso sperano di avere qui un futuro».

Intanto, con gli ultimi 16 arrivi in via Levantina, tutti somali minorenni, Jesolo dovrebbe aver terminato l’ospitalità dei migranti nella sede di via Levantina in quanto sono già arrivate tre gruppi da 11, poi questi ultimi 16. A questi si aggiungono la cinquantina di dublinanti, ovvero quei migranti trovati in difetto di documentazione in altri Paesi e mandati nuovamente nel primo Paese in cui sono arrivati con gli sbarchi.

Praticamente non ci sono più posti. «L’accordo era per una trentina di dublinanti», ricorda Christofer De Zotti di Jesolo Bene Comune, «34 se non ricordo male, ed è stato ampiamente superato nei numeri. Per questo chiediamo al Comune e alla Croce Rossa di uscire da questo progetto».

A Jesolo per il momento non sono esplose particolari tensioni sui migranti. Solo in rete, si è assistito a sfoghi incontrollati di chi si schiera fermamente contro questi arrivi e vorrebbe le navi militari a bloccarli. Si parla anche di possibili tende da allestire nell’entroterra, nelle

caserme dismesse tra San Donà e Concordia o nel Portogruarese. Ipotesi contro la quale in passato si era scagliato in più occasioni il deputato leghista Emanuele Prataviera, che ha partecipato anche a un recente incontro in prefettura.

Giovanni Cagnassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

TrovaRistorante

a Venezia Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista