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Salvini: «Sfrattati? Chiamate il prefetto»

Su facebook e twitter invita a chiamare Venezia e pubblica il numero di Ca’ Corner: «Magari c’è un posto anche per voi»

Salvini l’ha fatto di nuovo. Dopo il caso di febbraio della colonia Morosini agli Alberoni, ieri il segretario del Carroccio - in un tweet del suo profilo e in un post del profilo facebook della Lega Nord - ha pubblicato il numero di telefono della prefettura di Venezia invitando i militanti a telefonare a Ca’ Corner.

«La prefettura chiede ai cittadini di mettere a disposizione i loro immobili e appartamenti, per ospitare gli immigrati», ha scritto Matteo Salvini, «se siete sfrattati, esodati o disoccupati, chissà se trovano un posto anche a voi». Dopo l’invito di Salvini sono state decine le telefonate arrivate al centralino di Ca’ Corner per protestare contro l’iniziativa delle prefettura per l’accoglienza dei migranti in arrivo sulle coste della Sicilia che, con una nota ufficiale, mercoledì pomeriggio spiegava di essersi rivolta «anche a enti privati in grado di mettere a disposizione, sulla base di apposite convenzioni, edifici, appartamenti, ambienti da adibire a provvisoria sistemazione delle persone». La sistemazione diffusa di piccoli gruppi di persone sul territorio - spiegava anche la prefettura - «rappresenta l’unica alternativa all’adozione di soluzioni» quali «l’installazione di tendopoli, che i prefetti del Veneto considerano una pura ipotesi di extrema ratio ma che, giova ricordare, in alcune regioni confinanti costituisce già una realtà».

È un concetto ribadito da tempo dal prefetto Domenico Cuttaia: o ci diamo tutti da fare per trovare degli alloggi o saremo obbligati a realizzare le tendopoli e requisire le caserme. Al momento l’ipotesi per il Veneziano è quella dell’ex base militare di San Donà. Ieri, i nuovi migranti arrivati, sono stati trasferiti alla sede della Croce rossa a Jesolo e in alloggi delle cooperative convenzionate, tra Mestre e la provincia. La strada perseguita dal prefetto di Venezia gli ha permesso fino ad ora di superare la contrarietà di Regione e Comuni, stipulando accordi e convenzioni con associazioni e cooperative, e ora non è escluso che gli accordi possano riguardare singole famiglie. Tra le tante telefonate arrivare ieri e sollecitate dalle parole di Salvini - trapela infatti dalla prefettura - ne sono arrivate anche da parte di famiglie con appartamenti o stanze da mettere a disposizione dell’accoglienza dei profughi in arrivo. Famiglie che hanno dato disponibilità a fare la loro parte, al contrario di quanto hanno fatto la gran parte degli amministratori locali. Anche perché che i profughi sarebbero potuti arrivare - e che sarebbe stato necessario accoglierli - era già previsto dall’accordo Stato-Regioni del luglio scorso che aveva destinato al Veneto 3742 posti, di cui 652 nel Veneziano. I numeri c’erano, si conoscevano da tempo e forse non è un caso se la protesta scoppia in questi

giorni, nel pieno della campagna elettorale e a pochi giorni dalle elezioni regionali e amministrative. La prefettura non commenta quanto accaduto ieri. Nelle prossime settimane sono in arrivo altri migranti, probabilmente 650-700 quelli destinati al Veneto.

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