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Gli negano l’invalidità cinquantenne si uccide

Mogliano. L’uomo era rimasto segnato da un incidente sul Terraglio otto anni fa Prima di morire ha scritto: «Mi tolgo la vita perché non mi danno la pensione»

MOGLIANO. Quel grave incidente avvenuto sul Terraglio circa otto anni fa gli aveva segnato per sempre la vita. Era stato investito da un'auto mentre transitava in moto, vicino alla località della Favorita, tra Mestre e Mogliano. Si era salvato, ma dopo il ricovero, durato settimane, e le lunghe cure riabilitative, aveva in parte perso l'uso di una gamba e non riusciva più a trovare lavoro. Il peso di questa condizione era diventato insostenibile. Alessandro Baldan ha deciso di farla finita, venerdì mattina, nell'appartamento al civico 11 di via Don Minzoni a Mogliano, che divideva con la madre. Il 52enne, originario del veneziano, si è ucciso assumendo una massiccia dose di farmaci e lasciando un messaggio preciso: «Mi uccido perché non mi vogliono dare la pensione di invalidità». Avrebbe scritto così l’uomo, nel tentativo di spiegare il gesto. Il condominio, vicino a piazza Pio X, diventa così teatro di una storia drammatica. Baldan si era trasferito qui da una decina d'anni, assieme alla madre non vedente, che è stata anche la prima a scoprire il suo gesto estremo e a dare l'allarme.

Il suo ultimo sfogo nei confronti della burocrazia, e della difficile situazione in cui si trovava, Baldan lo ha affidato allo schermo del suo pc. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti si sarebbe lasciato assopire dai farmaci che aveva assunto in grandissima quantità, dopo aver provato a togliersi la vita tagliandosi le vene. Venerdì, all'ora di pranzo, sono giunti ambulanza e carabinieri, ma non c'era più nulla da fare. Nella casa dell’uomo i rilievi dei carabinieri eseguiti dopo la constatazione del decesso sono durati alcune ore. Da parte dei vicini di casa, con cui si era stretto un legame di conoscenza, non c'è voglia di commentare l'accaduto. «Lo avevamo visto una settimana fa che portava fuori le immondizie» raccontano alcuni dirimpettai «sembrava tranquillo». Da qualche tempo Baldan, ex magazziniere in una ditta di Scorzè, era riuscito ad abbandonare l'uso delle stampelle. Ma rimaneva claudicante, ed era difficile trovare lavoro.

Ieri sono tornati sul luogo della tragedia i familiari, tra cui il fratello. Forse nessuno, neanche chi lo conosceva meglio, immaginava che sarebbe arrivato il punto di togliersi la vita. Rimane da chiarire l’iter di quella richiesta di pensione. Il sindaco Carola Arena, sul fatto commenta così: «Non lo conoscevo, non risulta essere tra i casi più gravi seguiti dai servizi sociali. Le pensioni di invalidità vengono

assegnate dall’Inps tramite le commissioni e gli accertamenti dell’Usl e quindi non so se e perché non gli fosse stata concessa. Per ora però mi preme fare un appello alle persone che sono in difficoltà personale o economica, affinché si rivolgano al Comune».

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