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MIRANO

«Il Mariutto non ha rifiutato l’hospice»

Il presidente Rossi interviene sul servizio per le cure palliative: la gestione ci interessa

MIRANO. «Hospice rifiutato dal Mariutto? Non ci risulta». Ad affermarlo è il presidente dell’ente stesso, Vincenzo Rossi. L’addio del servizio per le cure palliative a Mirano resta dunque un giallo. «Rifiutarlo sarebbe stato da pazzi», confessa Rossi, «con tutto quello che di positivo, anche in termini economici, può portare una struttura del genere alla nostra Ipab. La gestione di un hospice è cosa che riteniamo interessante oltre che parecchio remunerativa». Con i problemi di bilanci dell’ente dunque, il presidente del Mariutto vedrebbe di buon grado all’interno dell’Ipab di un hospice per i malati terminali: «Sarebbe una sciocchezza dire no a un’opportunità del genere, soprattutto considerando i posti vuoti che abbiamo. Da tempo chiediamo all’Usl di avere nuovi servizi e non ci sogneremo di rifiutarli se arrivassero. Non fa parte della politica di questo istituto».

A porre la questione era stato sabato il consigliere comunale e presidente della commissione che si occupa di sociale, Gabriele Petrolito (Pd), che aveva denunciato la “perdita” dell’hospice a Mirano a favore della casa di riposo Anni Sereni di Scorzè. Il direttore generale dell’Asl 13 Gino Gumirato aveva però subito messo una pezza: «I posti dell’hospice sono stati rifiutati dal Mariutto, al quale erano stati proposti». Ieri Rossi ha negato questa circostanza. Ma allora chi ha detto no all’hospice a Mirano?

Petrolito ieri ha ribadito: «La localizzazione dell’ospedale di comunità e dell’hospice in strutture private a Noale e Scorzè è stata decisa, con accordi trasversali, dalla conferenza dei sindaci e approvata dalla giunta regionale. Anche se sembravano scelte opinabili ce l’eravamo messa via, ma adesso che la questione è stata riaperta in Consiglio regionale per Noale, a mio avviso, va riaperta anche quella per Mirano». Questione tutt’altro che chiusa dunque. Interviene anche il sindaco di Mirano Maria Rosa Pavanello: «Non capisco di cosa stiamo parlando», afferma, «alla conferenza dei sindaci, in sede assembleare, non è stata mai stata posta la questione su dove ubicare i posti dell’hospice, se ad Anni Sereni a Scorzè o al Mariutto.

Il direttore

generale ha solo proposto una programmazione di 20 posti per comunità riabilitativa al Mariutto e 11 a Scorzè, dicendo che c’era la disponibilità dei soggetti gestori. Detto ciò credo che il Mariutto abbia storia, competenze e futuro per ospitare anche altri servizi». (f.d.g.)

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