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Calle Racchetta, la biblioteca nella bottega del calzolaio

VENEZIA. «Buttar via i libri è un crimine». Livio Silvestri, 57 anni, fa il calzolaio da una vita. Un artigiano a contatto con la gente e i propri clienti, quasi tutti veneziani del quartiere. E per...

VENEZIA. «Buttar via i libri è un crimine». Livio Silvestri, 57 anni, fa il calzolaio da una vita. Un artigiano a contatto con la gente e i propri clienti, quasi tutti veneziani del quartiere. E per salvare i libri e mettere in circolazione la cultura ha avviato un sistema semplice e a costo zero. Nella sua bottega di artigiano, in sotoprtego di calle Racchetta, c’è uno scaffale pieno di libri. Chi vuole li può prendere, in prestito o anche tenerli. «Gratis» c’è scritto a caratteri cubitali sulla porta. «Perché lo faccio? Perché in questo modo si salvano libri che magari andrebbero al macero. E si creano contatti tra le persone basati sulla cultura». Meccanismo nato quasi per caso. «Un giorno una signora mi ha portato un po’ di libri», racconta, «li ho messi sul banco, un cliente mi ha chiesto Posso prenderlo? E il meccanismo è partito». Poi, pian piano, sono arrivate le collezioni di Topolino e i libri gialli, ma anche i saggi sul capitalismo e la classe operaia, i rimanzi, i saggi d’autore. Così la bottega di Livio si è trasformata ain una piccola biblioteca di quartiere. «A ingresso gratuito e senza formalità alcuna», sorride l’artigiano.

Idea che incontra e appassiona. Molti vicini si sono offerti di portare libri che non usano più. Un altro ha offerto la vecchia libreria, scaffali in legno riverniciati e adattati alla bisogna. Così adesso la «biblioteca» è operativa. Livio lo racconta come un piacere intellettuale. Di chi ha visto realizzarsi un piccolo desiderio a costo zero. «Ho sempre amato leggere», continua, «e ritengo giusto che tutti abbiano la possibilità di farlo, anche se magari hanno mezzi economici limitati e non vanno in libreria».

Altra certezza, il libro di carta. «I computer sono utili, ma spersonalizzano», dice, «un bel libro è impagabile. Si può toccare, conservare, leggerlo e poi riprenderlo dopo qualche tempo per riscoprirlo. Ai miei clienti ma anche a chi vuole entrare qui do la possibilità di portarsi a casa un libro. Poi se vuole lo riporta, se no lo tiene e magari ne porta qui un altro».

Un giro che ha trovato molti estimatori e anche qualche

emulo. Non è raro trovare sulle spallette dei ponti e anche al vicino imbarcadero di Ca’ d’Oro pacchetti di vecchi libri messi lì perché qualcuno se li prenda e li legga.

La biblioteca di Livio, in ogni caso, è tutt’altra organizzazione. Aperta (gratis) in orario di negozio. (a.v.)

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