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Denunciato ladro con cinquanta identità

Si tratta di un 25enne individuato dopo un anno di indagini della Polstrada di Portogruaro. Aveva anche due compagne

PORTOGRUARO. Individuato e denunciato all'autorità giudiziaria un trasformista degno del miglior Zelig.

Si tratta di S.G., 25 anni, nativo di Casale Monferrato, nell'alessandrino, e residente a Padova. Lo Zelig padovano è stato scovato, dopo quasi un anno di serrate indagini, dalla polizia stradale di Portogruaro, che stava lavorando su alcuni casi di insolvenza fraudolenta ai danni di alcuni distributori del veneziano e del vicino Pordenonese. Ma gli agenti della stradale di via Baracca han ...

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PORTOGRUARO. Individuato e denunciato all'autorità giudiziaria un trasformista degno del miglior Zelig.

Si tratta di S.G., 25 anni, nativo di Casale Monferrato, nell'alessandrino, e residente a Padova. Lo Zelig padovano è stato scovato, dopo quasi un anno di serrate indagini, dalla polizia stradale di Portogruaro, che stava lavorando su alcuni casi di insolvenza fraudolenta ai danni di alcuni distributori del veneziano e del vicino Pordenonese. Ma gli agenti della stradale di via Baracca hanno scoperto molto, molto di più.

Il soggetto, infatti ha compiuto furti di identità, almeno una cinquantina, rubando nel tempo telefoni cellulari, carte di credito, tesserini della polizia e tanto altro ancora. Si spacciava per chi non era. In alcuni casi si è finto clochard, in altri un poliziotto.

E in più, proprio con il nome non suo, si è fatto assumere come commesso al centro commerciale di Mestre “Nave de Vero”; ha rubato alla canonica di Carpenedo; ha intrecciato due relazioni sentimentali con due donne diverse, che non sapevano nulla l'una della presenza dell'altra; da entrambe, innamorate di lui alla follia, ha avuto un figlio. Un vero e proprio trasformista degno del celebre film di Woody Allen di 32 anni fa. I furti di identità e le insolvenze sono avvenuti in provincia di Pordenone, in molte zone della provincia di Venezia, specialmente nel portogruarese e nel mestrino; e ancora a Milano, Genova, Venezia, e persino a Fuerteventura, isola subtropicale che appartiene all'arcipelago delle isole Canarie, in Spagna. Quella di S.G. è effettivamente una sorta di romanzo, e l'indagine della polstrada portogruarese è stata molto articolata. Al punto che non si capiva effettivamente chi era il responsabile dei furti. All'inizio si trattava di piccoli colpi, dai telefonini a modiche somme di denaro. Poi però il 25enne ha alzato il tiro, eccome. Gli uomini della Stradale hanno scoperto di tutto. I derubati hanno raccontato che in diverse occasioni si era pure spacciato per poliziotto, fatto confermato dopo che gli inquirenti avevano scoperto diversi distintivi che lui stesso utilizzava e che per le recenti norme antiterrorismo possono costare ai possessori non autorizzati anche 4 anni di carcere. Quando si presentava nei distributori di portogruarese e pordenonese accampava le scuse più assurde per svignarsela: il più delle volte faceva finta di dimenticarsi il portafoglio. Ma è stato a Mestre che S.G. ha dato il meglio di sé. Si è finto povero e ha chiesto al parroco di Carpenedo di poterlo ospitare in uno degli alloggi della canonica che ospitano i poveri. Ebbene ha rubato anche qui, per la precisione un telefonino che apparteneva a un artigiano impegnato in lavori di manutenzione. Clamoroso il caso del furto di identità che ha adoperato per farsi assumere, come commesso, all'interno del centro commerciale Nave de Vero inaugurato da pochi mesi. Con lo stesso sistema si è fatto assumere anche in altri negozi. La Polstrada di Portogruaro lo ha scovato nella sua vera residenza, a Padova. Ciascuna delle sue compagne non sapeva nulla della rispettiva “rivale”. A loro è davvero crollato il mondo addosso.

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