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«Ospedale unico, non sprechiamo terra»

PORTOGRUARO. «Ospedale unico, riteniamo che l’area da destinare alla struttura sia da individuare tra quelle da recuperare o non utilizzate». Legambiente Veneto Orientale torna a far sentire la sua...

PORTOGRUARO. «Ospedale unico, riteniamo che l’area da destinare alla struttura sia da individuare tra quelle da recuperare o non utilizzate». Legambiente Veneto Orientale torna a far sentire la sua voce sul tema del sito in cui collocare il possibile ospedale unico.

Il circolo Pascutto-Geretto si era espresso nel novembre del 2013, sostenendo che l’eventuale ospedale unico non va realizzato in una sede che comporterebbe il consumo di nuovo suolo agricolo, ma semmai riutilizzando aree urbaniz ...

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PORTOGRUARO. «Ospedale unico, riteniamo che l’area da destinare alla struttura sia da individuare tra quelle da recuperare o non utilizzate». Legambiente Veneto Orientale torna a far sentire la sua voce sul tema del sito in cui collocare il possibile ospedale unico.

Il circolo Pascutto-Geretto si era espresso nel novembre del 2013, sostenendo che l’eventuale ospedale unico non va realizzato in una sede che comporterebbe il consumo di nuovo suolo agricolo, ma semmai riutilizzando aree urbanizzate già dismesse o bisognose di riqualificazione.

Adesso gli ambientalisti hanno deciso di far sentire nuovamente la loro voce, dopo le prese di posizioni del sindaco di Torre di Mosto, Camillo Paludetto, e dell’ assessore Stival, secondo cui il sito ideale potrebbe essere un’area a Pra’ di Levada, tra Ceggia e Torre di Mosto, zona di pregio agricolo. «Anche nel rispetto di quanto proclamato dal presidente Zaia in merito allo stop del consumo di suolo, riteniamo che l’area da destinare alla struttura sia da individuare tra quelle da recuperare o non utilizzate e che la collocazione debba essere il più vicino possibile e integrata con il sistema di trasporto pubblico allo scopo di ridurre la mobilità privata», spiegano da Legambiente, «chiediamo che le valutazioni sulla collocazione dell’eventuale struttura siano frutto di un salto di qualità da parte degli organi decisionali e non, semplicemente, una quadratura degli equilibri politici. Ribadiamo la preoccupazione per scelte che possano essere orientate solo da lobby che spingono per costruire. Manca l’indirizzo del riutilizzo delle aree eventualmente dismesse di San Donà e Portogruaro. Manca un quadro completo che includa i costi ambientali delle dismissioni di queste aree e l'occupazione di nuovo territorio». (g.mon.)