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Addio a Yoko Ceschina, la milionaria mecenate

Nata in Giappone arrivò in Italia per studiare arpa e conobbe Renzo Ceschina, il conte miliardario che la volle sposare. Rimasta vedova si dedicò ad aiutare i giovani musicisti e a organizzare concerti per la pace nel mondo

VENEZIA. Lutto a Venezia e in generale nel mondo dell'arte per la morte, avvenuta questa notte, della contessa Yoko Nagae Ceschina, la filantropa italo-giapponese che da oltre trent'anni aiutava gli artisti.

Nata nel 1932 in Giappone nella prefettura di Kumamoto si era laureata all'università di Tokyo in Belle arti e Musica. Giunta a Firenze nel 1960 per perfezionarsi in arpa, conobbe il conte milanese Renzo Ceschina, un miliardario. Nel 1977 si sposarono.

Rimasta vedova con un patrimonio valutato in 190 milioni di dollari, Yoko Nagae Ceschina scelse di stabilirsi a Venezia dove si prodigò per aiutare i giovani artisti e in particolare i musicisti.

Autentica mecenate aiutò il maestro Valery Gergiev e acquistò il violino da concerto a Maxim Vengerov, che la ricorda con un ringraziamento in ogni suo concerto.

Nel 2008 cercò di riavvicinare Usa e Corea del Nord organizzando un concerto della New York Philarmonic Orchestra a PyongYang, capitale della Corea comunista. Fortemente

criticata per quella che la destra vide come un'apertura al regime, lei rispose: "Non capisco assolutamente nulla di politica, ma so che la musica riavvicina le persone e parla un linguaggio universale. Spero di contribuire alla pace".

 

 

 

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