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Rivoluzione sanitaria San Donà senza primario di Chirurgia

Il dg dell’Asl 10 Bramezza dà avvio alle schede regionali «Dirigente solo a Portogruaro». Pipitone (IdV) all’attacco

Nessun atto formale dalla Regione, scattano le schede e l’ospedale di San Donà perde già il primariato di Chirurgia a vantaggio di Portogruaro. Il direttore generale dell’Asl 10 Carlo Bramezza ha confermato di aver dato avvio alle schede in mancanza d’indicazioni diverse da parte della Regione che aveva sì approvato una delibera con la quale manifestava il proposito di realizzare l’ospedale unico del Veneto Orientale e bloccare le schede regionali, approvata praticamente da tutti trasversalmente, ma che non ha sortito alcuna comunicazione all’Asl 10, braccio operativo della Regione, che pertanto è partita con l’applicazione delle schede.

La chirurgia di San Donà, allo stato attuale, dipende da Portogruaro che ha invece il primario. Le schede infatti prevedono progressivamente che si formi un polo chirurgico a Portogruaro, medico a San Donà e riabilitativo a Jesolo, per evitare doppioni e razionalizzare i servizi. In assenza di altre decisioni, questo accadrà alla sanità del Veneto Orientale. Ecco perché aumentano i dubbi su quanto realmente la Regione abbia approvato con le recenti delibere che parevano aver dato nuova forza all’ospedale unico.

Il fatto che a Bramezza non siano giunti ordini diversi lascia pensare che una vera decisione sull’ospedale unico sia ancora molto lontana, e non solo sul territorio, ma anche in Regione. Forse i tempi saranno lunghi e quindi una razionalizzazione dovrà in ogni caso essere effettuata per evitare sprechi. Solo così si spiegherebbe la perdita del primariato di chirurgia a San Donà che rischia di perdere pure il primariato di pronto soccorso.

E non mancano le polemiche. «La Regione deve garantire ai 130 mila veneti che vivono nel Basso Piave di avere il primario nel reparto di chirurgia nell’ospedale di San Donà», ha detto il capogruppo regionale di Italia dei Valori, Antonino Pipitone, «chiediamo di ripristinare la figura del primario a San Donà per continuare a far funzionare al meglio un reparto con 130 addetti».

L’ex presidente dell’Asl Luciano Falcier aveva in qualche modo previsto che San Donà avrebbe perso servizi

sanitari e che il procedimento era in atto da tempo. «Il problema», dice, «è riorganizzare la sanità nel Veneto Orientale a cominciare dalla medicina di base, nonchè la necessità di ridurre gli ospedali da quattro a tre e non necessariamente farne uno nuovo».

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