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Una garza nell’intestino: la trovano dopo 15 anni

Campagna Lupia. Il paziente fu operato alla colecisti nel 1999 all’ospedale di Dolo: «Io, vittima di malasanità». Ora chiede i danni tramite il Tribunale del malato

CAMPAGNA LUPIA. Va a operarsi alla colecisti nel 1999 e si dimenticano la garza operatoria nell’intestino. La ritrovano quindici anni dopo. Questa l’incredibile vicenda capitata a R.L., 47 anni, magazziniere di Campagna Lupia, che si è rivolto al Tribunale del malato per il risarcimento dei danni.

«Nel 1999 sono andato a farmi operare all’ospedale di Dolo per una colecisti. In quell’occasione mi operò l’équipe formata da tre medici. Prima intervennero in laparoscopia, poi invece con un intervento chirurgico tradizionale», racconta l’uomo, «tutto sembrava andato per il meglio, ma dopo l’intervento continuai ad accusare dolori all’addome».

Nel 2012 le fitte divennero insistenti e R.L. fu costretto a un altro ricovero all’ospedale di Dolo. «In quell’occasione», prosegue il magazziniere, «mi venne asportata l’appendicite che era infiammata, ma nessuno si accorse che avevo una garza ancora nella pancia». La situazione è precipitata lo scorso 17 ottobre, quando il magazziniere, dopo aver accusato per giorni dolori addominali scambiati dal medico di famiglia per un’influenza intestinale, si è presentato al pronto soccorso di Dolo. L’ecografia alla parte alta dell’addome ha permesso di capire che c’era un corpo estraneo nell’intestino.

«Per rimuovere la garza infetta», continua l’uomo, «mi ha operato uno dei medici che già era intervenuto nel 1999. Forse avrebbe dovuto astenersi dal farlo». L’uomo chiederà il risarcimento per quanto successo: «È un caso di malasanità eclatante che poteva portarmi alla morte, se sono ancora qua è un miracolo».

Prende posizione anche la presidente del Tribunale del malato di Dolo, Sandra Boscolo, a cui si è rivolto il magazziniere. «Il materiale estraneo ritenuto nell’intestino può determinare esiti clinici che variano da casi asintomatici a casi con gravi complicanze. Si stima un tasso di mortalità tra l’11 e il 35%. Vi sono linee guida e raccomandazioni proprio per scongiurare quanto accaduto», spiega Boscolo, «il Tribunale per i diritti del malato ha prontamente attivato

il canale di tutela legale per la richiesta risarcitoria del danno patito. Ci chiediamo se il costo dell’intervento di rimozione della garza, che grava sulla pubblica amministrazione, non costituisca in questo caso uno spreco o quantomeno un costo improprio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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