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Sciopero dei vaporetti e cortei a Venezia e Mestre

I sindacati di base contestano il Jobs Act e il Patto di stabilità. Saltata una corsa regionale su due su ferrovia. Disagi anche per sanità, università e trasporto rifiuti

VENEZIA. Ventiquattro ore di sciopero per il trasporto pubblico e una protesta di otto ore invece per il trasporto ferroviario. Un venerdì "nero" per i trasporti anche a Venezia per lo sciopero del sindacato di base che ha coinvolto anche scuole, poste, pubblico impiego.

Ma è nei trasporti che si sono sentiti i disagi maggiori. Partecipazione alta e pochi trasporti in funzione per i pendolari nonostante la garanzia dei servizi di navigazione, dell'automobilistico Lido e delle fasce orarie di servizio per l'automobilistico in terraferma (garantite dalle 6 alle 8.59 e dalle 16.30 alle 19.29). Secondo le prime stime di Actv hanno aderito allo sciopero il 57 per cento dei lavoratori nel settore navigazione e il 79 per cento per l'automobilistico, in orario mattutino.

Disagi in mattinata anche per i collegamenti ferroviari, specie quelli tra Mestre e Venezia. Biglietterie chiuse nelle stazioni di Mestre e Santa Lucia e in media il 50 per cento dei convogli regionali non ha corso, a causa della protesta indetta dal sindacato Orsa. E dalle 13 disagi anche per

gli automobilisti: si sono formati rallentamenti sul ponte della Libertà, che sono arrivati a coinvolgere metà del ponte. La causa è l'alto numero di veicoli in ingresso al Tronchetto e a piazzale Roma. Fenomeno che si ripete ogni volta che si ferma il trasporto pubblico.

 

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