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A Noale i sottopassi possono attendere

Dopo gli incidenti e le sbarre abbattute ai passaggi a livello in cantiere solo i lavori in via Ongari

NOALE. Una settimana da incubo per i pendolari sulla Venezia-Bassano. Non è la prima volta che degli automobilisti abbattono le sbarre di via Mestrina e via Tempesta, sulla Noalese; in qualche caso il colpevole si è fermato e ha fatto mea culpa, in altri si è dileguato, facendo perdere le sue tracce. Una scena che si ripete da anni e tempo fa il Comune di Noale aveva cercato di tamponare mettendo un semaforo sulla statale poco prima del passaggio a livello. Ma poi le code aumentavano e si è scelto di lasciar perdere. A questo punto, torna in auge più che mai la questione sottopassi, perché Noale continua a essere più indietro rispetto agli altri Comuni, almeno del comprensorio. Prendiamo Martellago e Salzano, ad esempio, che sono sulla stessa Venezia-Bassano; ebbene, vicino alle due stazioni c’erano le sbarre che provocavano code e rallentamenti ma sono state tolte per far spazio ai sottopassi. A Noale c’è solo in via Valsugana, mentre restano scoperte le due arterie principali per corse ogni giorno da migliaia di veicoli. E quando c’è un problema, il traffico ne risente.

A breve dovrebbero partire i lavori in via Ongari. Il sottopasso sarà spostato di qualche metro rispetto a dove si trova il passaggio a livello, nella zona dove si trovava l’ex fornace Cavasin, già abbattuta e da riqualificare con edifici residenziali e commerciali. I tempi si sono allungati anche per inserire la pista ciclabile e l’opera è stata inserita all’interno del Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). E gli altri? «Su via Mestrina ci sarà ancora da aspettare», spiega il sindaco Patrizia Andreotti, «perché prima toccherà proprio a via Ongari con il cantiere che partirà a breve. Su via Tempesta sarebbe bello si potesse fare ma non c’è nemmeno un progetto». Dunque per vedere concretizzato il sottopasso di via Mestrina servirà del tempo. E le vie d’uscita non sono così semplici da trovare; un’idea sarebbe mettere una videosorveglianza, almeno per individuare chi abbatte le sbarre e non si ferma.

«Abbiamo un sistema di telecamere», continua il sindaco Patrizia Andreotti, «che copre i

cimiteri e stiamo lavorando per allargarlo pure ad altri punti sensibili, come attorno alle scuole, ai parchi. Serve la responsabilità della gente; i Comuni non possono sempre sopperire alle mancanze altrui. Se c’è un codice della strada da rispettare, lo si deve fare».

Alessandro Ragazzo

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