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Stallo per l’ospedale unico Bramezza parte con i tagli

Tensione tra sindaci ieri alla conferenza Sanità. Chiesto un nuovo studio sul sito Infuriato il direttore dell’Asl 10: «Via i doppioni a San Donà e Portogruaro»

PORTOGRUARO. Spunta la terza via nella lotteria per l'ospedale unico del Veneto Orientale. Così si inizierà da capo con studi e voti. Anche ieri non si è deciso di fatto nulla. L'ospedale per il momento non sarà a Portogruaro e neppure San Donà, forse in un sito nell'area che potrebbe essere tra Ceggia, Noventa, Torre di Mosto e San Stino.

La conferenza ha votato infine uno studio su costi e benefici di uno dei tre siti considerando Sandonatese, Portogruarese e area baricentrica. Duro il direttore generale Carlo Bramezza che però ha detto no, chiedendo l'indicazione di siti precisi. «Anche questa volta non è stato deciso nulla, abbiamo perso un’occasione e oggi stesso invierò in Regione la programmazione di ospedale su due sedi con il taglio dei doppioni». Allora il sindaco di Fossalta di Portogruaro, Natale Sidran, ha chiesto che sia la conferenza incaricata dello studio fra Sandonatese, Portogruarese e area centrale, pagato dagli stessi Comuni. E questa è stata la proposta votata. La mediazione potrebbe essere individuata dunque in questo quadrilatero, baricentrico rispetto ai due centri più popolosi che aspiravano alla nuova struttura sanitaria.

Tensioni ancora forti ieri in conferenza dei sindaci sanità, nella sede di Vegal in via Cimetta a Portogruaro. Sono servite numerose pause per calmare i primi cittadini, in particolare quello di San Donà, Andrea Cereser, e quello di Caorle, Luciano Striuli, rispettivamente presidente della Conferenza dei sindaci e presidente della Conferenza dei sindaci-sanità, che si sono scontrati più volte.

Duro il commento del sindaco di Fossalta di Piave, Massimo Sensini: «Qui non siamo a decidere dove fare una gelateria, ma della salute dei cittadini e non si trova un accordo. È profondamente sbagliato quanto sta accadendo. La sinistra ha di fatto votato a favore del Portogruarese, mentre io, Forcolin e Camillo Paludetto di Torre di Mosto abbiamo difeso il Sandonatese».

Convitato di pietra sembra essere ancora il vice sindaco di San Donà, dimissionato tra le polemiche, Oliviero Leo, che un anno fa premeva per il voto su San Donà sostenendo sempre ci fossero i numeri per portare a casa il risultato in conferenza. Adesso le cose si complicano. Il sindaco di San Donà, Andrea Cereser, ha incassato la settimana scorsa il no sulla sua proposta di voto ponderato che considerasse il numero di abitanti nel voto, mentre sul sito di San Donà, indicato anche dalla commissione tecnica regionale, non si trova una convergenza.

Da Musile, Forcolin ha proposto persino un ballottaggio tra Ceggia e San Stino incassando il vonto contrario dei colleghi: «Hanno deciso di non decidere», ha detto il sindaco di Musile, «in modo vergognoso Cereser ha buttato all'aria un'occasione unica. Ha detto no anche al voto secco tra San Donà e Portogruaro. Potevamo decidere a casa nostra e invece non è stato fatto». Cereser non è d'accordo: «Le sue proposte sono tutte state respinte, mentre sono lieto che su quella di integrare

lo studio fatto fin qui con altri dati mancanti, senza lanciare la monetina, ci sia una convergenza, anche se lui si è astenuto e l'Asl è stata purtroppo contraria. Forse Forcolin vuole impostare così la sua campagna elettorale, ma questi sono i risultati».

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