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IL DIBATTITO SULL’Ospedale unico

«Un accordo per gestire le fughe in Friuli»

Il Pd chiede maggiori risorse: è necessario riorganizzare la rete dei servizi territoriali

Ospedale unico, interviene il Pd metropolitano di Venezia. Un fronte unito con il responsabile sanità-welfare Pd metropolitano di Venezia, Gabriele Scaramuzza, i consiglieri regionali Bruno Pigozzo e Alessio Alessandrini, il sindaco di San Donà Andrea Cereser e quelllo di Portogruaro, Antonio Bertoncello.

Parlano di una “discussione monca e limitante” se non collocata all’interno della più ampia riflessione sul modello dei servizi socio-sanitari e la più efficace articolazione della rete territoriale e della filiera medicina di base-assistenza territoriale-assistenza ospedaliera in funzione della domanda di salute della popolazione.

«Si tratta», spiegano, «della più vasta azienda socio-sanitaria della provincia di Venezia. Con 22 comuni sui 44 complessivi, un’elevata dispersione territoriale, l’Asl 10 continua a essere una delle aziende più sottofinanziate da parte della Regione, 1.500 euro di trasferimenti contro una media di oltre 1.600. Il fenomeno cospicuo delle fughe verso gli ospedali del Friuli, che costringe i cittadini a disagi in termini di mobilità, e costituisce un aggravio per il bilancio dell’azienda. Nella medesima città di San Donà sono presenti due strutture ospedaliere, l’una pubblica, l’altra privata, che la programmazione regionale ha nei fatti considerato concorrenti e non integrative l’una dell’offerta di servizi dell’altra».

Il lavoro fin qui fatto è considerato carente. «Manca», ricordano, «un’ipotesi di riorganizzazione della rete dei servizi territoriali in seguito alla costruzione dell’ospedale unico. Collocare in un sito piuttosto che in un altro il nuovo presidio incide sull’architettura dei servizi, medicine di gruppo, distretti socio-sanitari, strutture intermedie. Lo studio agisce pregiudizialmente solo sugli ospedali pubblici di San Donà e Portogruaro, e non tocca minimamente l’offerta della casa di cura “Rizzola”, pienamente confermata anche dalla programmazione delle ultime schede sanitarie. Per recuperare almeno una parte delle fughe verso le strutture del Pordenonese è necessario un accordo interregionale. Per queste ragioni è evidente il carattere strumentale della polemica che da giorni il centrodestra

conduce verso il sindaco di San Donà. Anche la recente marcia indietro sulla privatizzazione dell’ospedale di Jesolo dimostra che quella dell’ospedale unico è una cortina fumogena per coprire la totale mancanza di risorse e programmazione per la sanità del Veneto orientale». (g.ca.)

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