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Jesolo, abusivi sulla spiaggia: «Per i turisti stranieri non sono un fastidio»

Singolari risultati del sondaggio effettuato dall’amministrazione sulla presenza di commercio abusivo in spiaggia. Molto infastiditi i residenti, meno o per nulla i turisti

JESOLO. «Abbiamo deciso di dotarci di strumenti di analisi perché la conoscenza ci consente di utilizzare al meglio tutti gli strumenti, pochi o tanti che siano, in nostro possesso». Così il Sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia, si esprime nel consegnare alla città una ricerca, realizzata da LAN Servizi di Padova ed illustrata ieri dal sociologo Luca Romano, riguardante l'opinione sul commercio abusivo nelle spiagge di Jesolo. «Quella che stiamo affrontando è una delle estati più difficili per la nostra località - continua il Sindaco Zoggia - e il fenomeno dell'abusivismo in spiaggia e una delle situazioni che stiamo combattendo. Abbiamo voluto comprendere, e risulta dalla ricerca che il giudizio sul nostro operato è estremamente positivo, quali fossero le valutazioni e la percezione diffusa su questo tema. Consegnamo questo lavoro alla città, alle categorie produttive e all'informazione: lo consideriamo un contributo alla crescita comune e alla riflessione consapevole».

Il vicesindaco Roberto Rugolotto aggiunge: «Il tema è complesso perché la spiaggia è solo il luogo terminale di una situazione che parte da lontano, da molto lontano. Agire solo sulle conseguenze del fenomeno è certamente un obbligo (e abbiamo dimostrato con la nostra Polizia Municipale e anche con altre attività dell'Assessorato al Sociale, che lo realizziamo senza alcun indugio) ma non ci esime dal capire che le cause, se non eliminate o almeno ridotte, produrranno effetti che noi, come amministrazione cittadina, non siamo e non saremo in grado di ostacolare veramente. E si ripresenteranno».

Quasi la metà degli intervistati, il 49,8%, si dichiara infastidita dalla presenza dei commercianti abusivi sulle spiagge, ma è una sensazione di fastidio più per i residenti che per i turisti. Addirittura un 41% dei turisti stranieri gradisce la presenza del commercio abusivo in spiaggia: si tratta soprattutto di tedeschi e austriaci. I controlli in spiaggia comunque non vengono percepiti come un danno per il turismo a Jesolo.

Ma il dato più interessante ed innovativo è proprio lo strumento stesso della ricerca: non una semplice customer sactisfaction sulle proprie attività ma una vera e propria analisi della percezione e del sentimenti degli jesolani residenti e dei turisti. Una tematica complessa che va dal disturbo al turista alle azioni per contrastarlo, dalla sicurezza al volontariato. Una prima elaborazione della ricerca/sondaggio, effettuata dal 7 al 9 agosto attraverso 600 interviste - 300 ai residenti e 300 ai turisti - viene proposta oggi. Al metodo CATI, utilizzato per il sondaggio telefonico ai residenti, si e aggiunta l'intervista diretta in spiaggia ad un campione preciso di turisti. Campione che risponde esattamente alla composizione della diversa provenienza dei turisti presenti a Jesolo.

Sarà interessante comprendere, ad esempio, come le diverse nazionalità reagiscono di fronte ad un determinato fatto (ad esempio l'accerchiamento in acqua degli ambulanti, evento che ha destato una notevole impressione sui residenti ma non ha passato le frontiere dell'informazione veneta, rimanendo, di fatto, un accadimento locale) oppure come andranno riconsiderate le attività e i compiti del volontariato nei confronti degli ambulanti stessi. »Ritengo fondamentale - conclude il Sindaco Zoggia - che ci si confronti sui fatti, con la migliore conoscenza e con la disponibilità, poi, ad essere decisi nelle azioni che si sono scelte. La ricerca, di cui anticipiamo alcuni elementi di fondo proprio oggi, e un nostro autonomo ma preciso contributo. Anche perché, lo debbo confessare, sono sempre più stanco e disarmato di fronte alla uscite estemporanee, alle battute grevi, alle proposte irrealizzabili che su questo, come su altri temi, riempiono i social e a volte i mezzi di informazione: abbiamo bisogno di pensiero, di ragione e di cuore. Non sentiamo la necessità, ne noi amministratori, ne i nostri cittadini e i nostri ospiti, di suonatori di trombone».

Ecco l'intera indagine presentata dal Comune.

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