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Sgomberato l’ex Ospedale al Mare: foglio di via per gli occupanti

Intervento di carabinieri, polizia e vigili urbani: all’interno della struttura trovate una dozzina di persone. Per alcuni scatta l’espulsione dal comune di Venezia

LIDO. Polizia locale, quella di Stato e carabinieri impegnati oggi in uno dei tanti controlli e sgomberi dei locali dell’ex Ospadale al Mare, abbandonato e in conto alla Cassa depositi e prestiti. Questa mattina le forze dell’ordine si sono presentate nella zona di lungomare d’Annunzio, via Ospizio marino e piazzale Ravà, bloccando gli accessi alla struttura e passando a setaccio i locali.
Si tratta di uno dei tanti controlli che vengono effettuati da mesi negli edifici di quello che un tempo era considerato uno degli ospedali più belli d’Europa e che dagli anni Novanta, dopo il “patto scellerato” tra Comune, Regione e Asl è stato chiuso senza lasciare nemmeno un pronto soccorso (al Lido esiste solo un punto di primo intervento non abilitato a fare nemmeno le radiografie con il risultato che i residenti e i turisti sono costretti a un viaggio per raggiungere il Civile sottoponendosi quindi a una doppia coda). Dopo il naufragio degli accordi tra Comune e Est Capital, inoltre, la struttura è rimasta completamente abbandonata e incustodita, diventando ovviamente rifugio di senza tetto. L’ultimo controllo era stato eseguito appena dieci giorni fa, quando l’ingegnere incaricato dalla Cassa depositi e prestiti aveva fatto un sopralluogo per la messa in sicurezza del sito.
Durante i controlli le forze dell’ordine hanno  consegnato fogli di via agli occupanti abusivi trovati nei padiglioni.
L’attenzione era tornata alla ribalta negli ultimissimi giorni quando un gruppo di persone aveva sostenuto che all’interno si troverebbero “ladri e spacciatori”, formando delle “ronde” che avevano avuto problemi con le forze dell’ordine per alcuni atteggiamenti ritenuti fuori luogo e aggressivi.
In realtà attualmente dentro alle mura dell’ospedale si trovano poche persone: due cittadini rumeni, marito e moglie con disagi relazionali, un anziano pensionato lidense che non può pagare l’affitto, un eritreo con problemi psichici, quattro  “punkabestia” nelle ex cucine e una coppia di ragazzi con problemi di tossicodipendenza che vi si rifugiano “per pudore” non avendo un tetto.
Gli unici a dare problemi sono stati finora i quattro “punkabestia” e altre persone lidensi che non risiedono lì ma che un mese fa  vi hanno organizzato una festa cui hanno partecipato centinaia di ragazzi e ragazze del Lido. Proprio prima che ne venisse organizzata un'altra nei locali dell'ex mensa sono scattati gli ultimi controlli.
Le accuse generiche rivolte contro gli occupanti dal gruppo delle “ronde” è di compiere furti nelle case e di biciclette. Ma il numero di furti in casa sull'isola, in base alle statistiche delle forze dell’ordine, non risulta aumentato, e quello delle biciclette è talmente endemico al Lido da non poter essere nemmeno oggetto di statistiche. Solo alcuni dei fermati che stavano per organizzare il prossimo rave party (e non quindi gli occupanti abituali) avevano invece precedenti per reati legati alla droga.
Altra storia, invece, nei locali della vicina ex Favorita, dove trovano sporadicamente rifugio stranieri senza fissa dimora e che sarebbero maggiormente “attenzionati” dalle forze dell’ordine.
Sempre all’interno dell'ex ospedale si trova anche il teatro “Marinoni”, preservato dai vandali e addirittura recuperato grazie al duro lavoro gratuito di un gruppo di volontari dell'isola che hanno fermato il degrado riportando alla luce le stupende strutture  dell’antico teatro risalente ai primi del Novecento e in stato di abbandono sin dagli anni Sessanta. I volontari, gli unici sull’isola a muoversi quando Comune e Asl abbandonarono  l’ospedale, lo hanno restituito alla comunità e tentano di mantenerlo vivo, organizzando dibattiti e incontri, assicurando inoltre periodiche pulizie della spiaggia libera. Non solo. Durante il tentativo di incendio doloso appiccato da ignoti piromani a fine primavera i volontari del Marinoni erano stati i primi a intervenire, scongiurando l’estendersi delle fiamme alla vicina chiesa di Santa Maria Nascente. Nonostante svolgano un'attività scevra da riferimenti partitici anche i volontari del Marinoni erano stati presi di mira da alcuni gruppi di destra, che prima avevano imbrattato i muri della struttura e poi avevano distrutto i nidi di “fraticelli”, una specie protetta, che i volontari accudivano.
                                                                                             

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