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Il Tar dice no alla sospensiva resta il ticket al Marco Polo

I noleggiatori e le navette degli alberghi pagano 18 euro al quarto passaggio: «Due pesi e due misure» La Save esulta: «Sono state riconosciute le esigenze di sicurezza e di regolamentazione del flussi viari»

TESSERA. Uno a zero per Save. Il Tar del Veneto ha respinto la domanda cautelare presentata dal coordinamento shuttle, diversi noleggiatori con conducente, operatori di navette da parcheggi esterni e hotel, contro l’ordinanza dell’Enac che regola il nuovo sistema viario dell’aeroporto Marco Polo. Il Tar ha rigettato la richiesta di sospensiva e dunque il ticket di 18 euro al quarto passaggio nei parcheggi più prossimi all’aerostazione rimane in vigore. Ricordiamo che l’ordinanza mantiene l’accesso gratuito per i primi dieci minuti per tre passaggi in Speedy Park, Sosta Breve e Stop&Go.

«Accogliamo con soddisfazione», chiarisce in una nota la società che gestisce l’aeroporto, «l’ordinanza cautelare che respinge la richiesta di sospensione dell’efficacia dell’ordinanza Enac del 5 giugno. Nel bilanciamento dei contrapposti interessi, deve senz’altro essere data prevalenza alle specifiche esigenze di sicurezza e di regolamentazione dei flussi veicolari a tutela delle aree sensibili in prossimità dell’aerostazione, poste a fondamento delle misure limitative al sistema di viabilità del Marco Polo».

Le motivazioni del Tar sono quindi legate alla sicurezza. «In qualità di gestore aeroportuale», si legge ancora, «Save persegue con determinazione, in tutti gli ambiti dell’organizzazione e del funzionamento della struttura che ha in affidamento, i medesimi obiettivi di pubblico interesse, come la sicurezza e il contrasto all’abusivismo, che, a garanzia dell’interesse generale, hanno indotto Enac ad emettere l’ordinanza. Questo primo risultato attesta la legittimità della scelta di prevedere una tariffa quale valido elemento di temperamento dei flussi a tutela della sicurezza, nel pieno rispetto delle autonomie e responsabilità gestionali dell'area aeroportuale da parte di Enac e del concessionario. Il tutto senza pregiudicare tout court la libertà di accesso degli operatori di servizi di transfert».

«Di ricorsi ne abbiamo presentati più d’uno», commenta Corrado Polese, del comitato spontaneo che riunisce gli operatori coinvolti. «Un secondo con altre motivazioni, ma simile nel contenuto, e cioè che a nostro avviso non è legittimo quanto ha fatto Enac. Tra l’altro a Verona il Tar ha dato ragione agli operatori, dunque non riusciamo a capire perché due pesi e due misure. Sta di fatto che ogni giorno la situazione diventa sempre più insostenibile, così come insostenibile è aver rimesso la sbarra in altezza in entrata all’aeroporto. Save continua ad ostacolarci, a non

volerci far lavorare mentre gli abusivi aumentano: bengalesi che portano i carrelli, cinesi che fanno il nostro lavoro, uomini di colore che attendono gli aerei di alcune compagnie per parlare nella loro lingua ai clienti. Rimaniamo in attesa».

Marta Artico

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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