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«La città metropolitana deve andare avanti»

Appello di alcuni sindaci al premier Renzi e al sottosegretario Delrio «L’inchiesta di Venezia che coinvolge il sindaco non blocchi l’iter dell’ente»

Città metropolitana, i sindaci chiedono che si proceda velocemente alla formazione del nuovo organo di governo. Ieri pomeriggio il primo cittadino di Quarto d’Altino, Silvia Conte, ha inviato una lettera al vicesindaco facente funzioni, Sandro Simionato, al premier Matteo Renzi e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio.

Al documento hanno aderito i sindaci Andrea Follini di Marcon, Maria Rosa Pavanello di Mirano, Andrea Cereser di San Donà, Alessandro Campalto di Campolongo, Antonio Bertoncello di Portogruaro, Ada Toffolon di Annone, Giuseppe Casson (Chioggia), Gianluca Forcolin (Musile), Andrea Martellato (Fiesso d'Artico), mentre con il passare delle ore stavano arrivando altri ok da parte dei primi cittadini delle amministrazioni che andranno a formare il nuovo Ente.

«Con questa lettera», si legge, «sono a rappresentare la volontà che il percorso per la costituzione della Città metropolitana di Venezia proceda speditamente e con il più ampio coinvolgimento dei sindaci del territorio. In particolare, appreso che il Parlamento sta procedendo alla soppressione della normativa della previsione d’istituzione della Conferenza Statutaria, auspichiamo che vengano al più presto indette le elezioni per il Consiglio metropolitano, così da dotare il nuovo Ente di un organo rappresentativo e non si generino vuoti istituzionali che possano creare disagi sia nella gestione del nuovo Ente, che nelle ricadute gestionali verso i Comuni, con il rischio di gravi ripercussioni nei servizi alla cittadinanza». Non solo. «Rinnoviamo la richiesta di attivare senza ritardo un percorso condiviso di analisi e proposta su contenuti, organizzazione e funzioni della Città metropolitana che diventi ossatura dello Statuto e che ciò avvenga attraverso un ampio coinvolgimento, eventualmente per zone territoriali omogenee, non solo dei sindaci, ma anche dei funzionari della Provincia e dei Comuni, delle autonomie funzionali quali l’Università, la Camera di commercio, delle rappresentanze delle dimensioni economico produttive, sociali, culturali, come già proposto in sede di assemblea dei sindaci il 6 maggio».

«Abbiamo prodotto questa riflessione», spiega Follini, «perché non vorremmo che in questa condizione di difficoltà per Venezia, ci fosse uno stallo o un arretramento, la città metropolitana deve andare avanti indipendentemente. Chiaro che il sindaco metropolitano ha qualche difficoltà, ma noi sindaci che formiamo l’Ente dobbiamo dare risposte, non possiamo stare fermi. Tra l’altro, nell’evenienza in cui Orsoni desse le dimissioni e ci fosse il commissariamento, non sappiamo come funzioni e se il commissario avrà le competenze anche rispetto a questo, non a caso abbiamo scritto a Delrio e a Renzi. La Città metropolitana è un organismo che ha tappe previste dalla legge, c’è un percorso che va al di là del Comune di Venezia, i sono tempi già stretti di per sé, a luglio erano previste le elezioni, agosto è domani».

Il sindaco Pavanello: «Esiste un territorio che ha in sé delle attività che competono alla Provincia, cessando la Provincia a fine giugno, riteniamo che non debba crearsi un vuoto tra un organismo e un altro, dunque riteniamo di andare avanti. Anche perché si erano costruiti progetti importanti, basti pensare al settore ambientale che ha uno staff che da una mano ai comuni anche in tema di energia sostenibile. Ci rendiamo conto che c’è disorientamento su quanto accaduto a Venezia, ma il facente funzioni può procedere senza problemi, le altre città stanno eleggendo l’organismo, non vorremmo stalli. L’intenzione che aveva espresso anche il sindaco metropolitano in pectore, era che

non fosse tutto concentrato a Venezia, ma che ci fosse tutto il territorio. Non è facile la situazione, ma ci sono serietà, competenze e volontà e un territorio come il Miranese potrebbe essere di aiuto in una fase di criticità di Venezia. Bisogna andare avanti».

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