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«Un grande spettacolo che ci unisce ai turisti»

Parole in libertà sotto il sole cocente nella fondamenta di Cannaregio «È un giorno che ridà speranza, ma le istituzioni diano finalmente risposte»

La Vogalonga è anche l’occasione per parlare, con le remiere, i tanti veneziani e stranieri che hanno assistito alla manifestazione, del moto ondoso: «L’amministrazione comunale è stata spesso sorda ai nostri richiami», scandisce Maria Maccanin, presidentessa del Gruppo Tre Archi, che ha affisso un bello striscione sull’omonimo ponte, «nonostante tutto, siamo assistendo al riavvicinamento alla voga delle giovani leve. Vorremmo essere più tutelati per far sì che gli allenamenti dei nostri 180 soci siano in sicurezza. Lo si vede anche dai numeri: le barche degli stranieri sono ormai superiori a quelle dei veneziani, ma non abbiamo perso l’orgoglio di far parte della città più bella del mondo. Oggi (ieri, ndr) partecipiamo alla Vogalonga con cinque imbarcazioni, una balotina a otto remi, un gondola, un gondolino e due sandoli per un totale di 24 persone, fra cui quattro donne: sono numeri davvero importanti per noi».

Ai Tre Archi sta aspettando una caorlina del Lido Sergio Zennaro, ex marinaio dell’Actv ed ex campione italiano di mezza maratona: «Venezia è diventata a uso e consumo dei turisti e lo vediamo anche alla Vogalonga. Le imbarcazioni straniere sono preponderanti a quelle nostrane. A Venezia chi vuole fare sport è penalizzato dalla mancanza di strutture e non è mai stato aiutato dalle istituzioni che, al di là dell’inchiesta di questi giorni, hanno dimostrato di essere incompetenti. E, per colpa di queste persone, la città è destinata a un declino fatale e inarrestabile».

«La Vogalonga è una festa di popolo sovranazionale», dichiara Franco Vianello, ex consigliere di municipalità, mentre sta accompagnando il suo anziano papà, «che, per un giorno, ci fa dimenticare le cronache giudiziarie. La passione della voga accomuna veneziani e foresti in questo anfiteatro unico del canale di Cannaregio, che dà un tocco di speranza per un futuro migliore. Ho sempre preferito la Vogalonga alla Regata Storica, una manifestazione, quest’ultima, che si rivela solo una parata delle istituzioni. Il mio augurio è che le remiere si mettano tutte assieme per organizzare una manifestazione per i problemi della sanità, della casa e del lavoro».

Dà un tocco di speranza William Canup, statunitense di Richmond, che studia architettura ed è a Venezia con i suoi docenti dell’Università della Virginia: «In America», chiosa con un perfetto italiano, «diremmo che questo è un casino controllato nel senso migliore del termine, ovviamente. Non è la classica manifestazione ecologica organizzata, come si usa a Los Angeles o come ho visto anche a Roma, con le bici che corrono senza che le autorità proibiscano il traffico veicolare. E devo aggiungere anche che questa Vogalonga è davvero organizzata bene».

«La Vogalonga», chiosa Andrea Mazzucato, titolare della pizzeria “Ai Tre Archi”, «è un punto d’incontro fra Venezia e il turista,

un modo privilegiato di scoprire una città d’incomparabile bellezza. Certo, l’ultimo scandalo ci ha fatto perdere un po’ di credibilità di fronte ai nostri visitatori, ma sono sicuro che la città saprà ripartire da questo momento di gioia».

Davide Vatrella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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