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Teatro, spunta il nome di Luciano Pavarotti

San Donà. È l’idea portata avanti in città da un folto gruppo di residenti I lavori della nuova struttura in via Ancillotto dovrebbero terminare per luglio

Nuovo teatro, spuntano altri nomi e tra questi anche quello di Luciano Pavarotti. Sarà una scelta importante quella che dovrà fare l’amministrazione comunale di San Donà, con l'assessore alla cultura Chiara Polita, già al lavoro per vagliare le varie proposte giunte in Comune. In città, tanti gruppi spontanei e associazioni stanno raccogliendo firme e spendendo mail per cercare di primeggiare con la propria proposta che diventa motivo di vanto e di sfida per primeggiare sugli altri.

In Comune sono già state raccolte quasi 500 proposte di varia origine, tra cittadini e associazioni. L’ultima cordata, che si è formata in città, vorrebbe intitolarlo dunque a Luciano Pavarotti, spiazzando le altre proposte. Un folto gruppo di cittadini ha lanciato adesso il nome del celebre tenore italiano perché sia dedicato proprio a lui il nuovo teatro in costruzione lungo via Ancillotto. Tra gli altri nomi, “Nuovo Teatro Astra”, teatro "Verdi", come si chiamava originariamente il teatro cittadino, quindi “Lisa Davanzo”, in ricordo della poetessa e scrittrice sandonatese che ha cantato le tradizioni del Basso Piave e scritto anche delle opere teatrali. Le proposte, dunque, non mancano e ne sono arrivate davvero tante. Il Comune dovrà valutarle con attenzione prima di decidere. I lavori dovrebbero terminare per giugno o luglio e la impresa Setten di Oderzo ha impresso una forte accelerazione ormai già da mesi.

Nelle settimane scorse sono state posate le travi portanti che hanno scandito le ultime tappe degli interventi previsti per ultimare la parte più importante dei lavori. Seguiranno gli interventi all'interno del teatro e gli arredi che richiederanno probabilmente la fine dell'estate. L'inaugurazione ufficiale è prevista subito dopo la fiera del Rosario, quindi ai primi di ottobre quando si alzerà il sipario dopo anni in cui la struttura è stata chiusa e abbandonata a se stessa. Il tempo è trascorso lentamente e adesso si intravede la fine di questo percorso che sembrava infinito.

Sono passate varie amministrazioni comunali e ci sono state tante proteste che verranno dimenticate non appena si alzerà il sipario. Dovrà essere decisa anche la futura gestione del teatro, da affidare a un soggetto esterno che sappia pianificare tutte le attività e gli spettacoli sulla base di un piano finanziario, che consenta di andare avanti senza perdere

risorse. La cultura è in ogni caso un investimento per la città e sono sempre di più le persone che ritengono il futuro teatro un nuovo polo culturale per tutto il Veneto Orientale in grado di far crescere la città e la sua economia.

Giovanni Cagnassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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