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Comitatone, la paura di un altro rinvio

Paolo Costa (Porto): «Il tempo stringe, attendiamo indicazioni politiche, poi saranno gli enti competenti ad attuarle»

«Che si convochi il Comitatone dopo tre anni è un fatto positivo. Ma questa è la terza volta che si tenta una soluzione e non ci si riesce. Il tempo stringe, e se non arrivano segnali il problema si risolverà da solo». Il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa commenta con freddezza la notizia che il premier Renzi ha deciso di convocare per mercoledì a Palazzo Chigi la riunione del Comitatone per decidere sulle grandi navi.

Una richiesta avanzata dal sindaco Giorgio Orsoni e dai senatori del Pd, che il Porto non ha mai sostenuto con entusiasmo. Perché a differenza del Comune, l’Autorità portuale va ripetendo che non tutte le alternative al transito delle grandi navi davanti a San Marco sono possibili. L’unica praticabile in tempi brevi è lo scavo del canale Contorta Sant’Angelo. «Va bene che il Comitatone affronti il problema, ma speriamo che se ne parli in modo complessivo. Ad esempio dando certezze anche per la realizzazione del porto off shore. In ogni caso le indicazioni politiche dovranno essere realizzate dagli enti che ne hanno competenza». Temi già affrontati nell’ultima riunione del Comitatone, il 21 luglio del 2011 (governo Berlusconi). Ma adesso il primo punto è quello delle navi da crociera. Gli occhi del mondo sono puntati su Venezia e sul governo per risolvere un problema diventato quasi un’emergenza dopo l’aumento delle dimensioni e dei passaggi delle grandi navi. Anche il Porto ha capito che le navi dovranno andarsene da San Marco. Ma insiste affinché sia «salvata la Marittima». Milioni di euro di investimenti che hanno fatto dello scalo veneziano uno dei più importanti del Mediterraneo. E per continuare ad arrivare in Marittima, la soluzione migliore secondo il Porto, resta quella dello scavo del nuovo canale, che metterebbe in collegamento la Stazione passeggeri con il canale Malamocco Marghera.

Una ricetta che il Comune non condivide. «Non dobbiamo scavare nuovi canali», ammonisce il sindaco Giorgio Orsoni, «la soluzione immediata, di facile realizzazione, è quella di adattare le banchine di Margghera a ricevere qualche nave. Così si diminuirebbe subito il rischio e la pressione sulla città. Poi si può studiare un modo che per far arrivare le navi attraverso il canale Vittorio Emanuele, già esistente. Ma in laguna non si devono scavare nuovi canali».

Una tesi condivisa anche da Felice Casson, senatore veneziano del Pd autore di un discreto pressing nei giorni scorsi sul premier Renzi. «Sono soddisfatto che Renzi abbia deciso di avocare a sè la decisione convocando il Comitatone», dice Casson, «ribadisco che i principi che devono ispirare la decisione sono due: il confronto fra tutte le alternative sul tappeto e soprattutto il rispetto delle leggi esistenti. E dunque il divieto a scavare nuovi canali in laguna».

Confronto fra tutte le ipotesi che deve esser rispettato anche secondo il deputato pd Michele

Mognato. «È positivo», dice, «che Renzi abbia accolto la richiesta del Comune di convocare il Comitatone». Navi fuori dalla laguna secondo il Movimento Cinquestelle. Che ha presentato con l’assessore Luciano Claut una sua proposta per realizzare la nuova stazione passeggeri a San Nicolò.

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