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Ex caserma Tombolan altro scontro Cereser-Leo

San Donà. Il sindaco l’ha chiesta al Demanio per farne un ostello per giovani o uno spazio per associazioni. Il suo vice: «Meglio convertirla a carcere»

Ancora razzie alla ex caserma Tombolan Fava, protestano gli ex militari che hanno presentato servizio nella struttura militare che fu dell'artiglieria contraerea. Molti risiedono nella frazione di Fiorentina, raggiunta l'età della pensione, e denunciano, dopo anni di furti di rame, metalli, mobili e chi più ne ha più ne metta, anche l'asportazione delle inferriate rimaste.

Intanto, il Comune attende che il Demanio ceda l'area per la quale ha presentato regolare richiesta a costo zero per le casse comunali, purchè vi sia un investimento produttivo, ma sul suo utilizzo la giunta è nuovamente divisa.

Il sindaco Andrea Cereser ha pensato, tra l'altro, a un ostello della gioventù. Ma subito il vice sindaco, Oliviero Leo, colonnello dell'esercito, rilancia e apre il dibattito. «Non avrebbe senso, pensiamo piuttosto a un grande carcere».

L'amministrazione comunale è nuovamente divisa sul futuro della ex caserma Tombolan Fava che potrebbe diventare un affare strategico per il territorio sandonatese.

«Sono molte le idee in campo», dice il sindaco Cereser, «anche la protezione civile ha necessità di nuovi spazi, mentre il Comune avrebbe bisogno di magazzini. Abbiamo pensato inoltre a un ostello della gioventù, visto che si parla concretamente della città metropolitana e la vicinanza con Venezia potrebbe essere un ulteriore motivo di attrazione per i ragazzi di tutto il mondo».

Non è dello stesso avviso il vice sindaco Leo. Si scontrano due visioni ed estrazioni completamente diverse. Un giovane sindaco che arriva dal mondo dell'associazionismo cattolico e dal volontariato, un renziano della prima ora o quasi, e un uomo delle istituzioni statali che guarda anche all'investimento per la comunità.

«Io credo che si debba ragionare sul futuro dell'economia del territorio», precisa Leo rilanciando il dibattito che sta animando la discussione in maggioranza, «un carcere porterebbe lavoro alla città, impiegherebbe molte guardie, porterebbe qui le loro famiglie, senza contare tutto l'indotto. Come l'ospedale unico, il carcere nel Veneto Orientale e a San Donà rappresenterebbe una svolta per tutto il territorio».

Sembrano invece tramontate altre ipotesi, quali ad esempio una cittadella della sicurezza che poteva riunire tutte le forze di polizia,

carabinieri, finanza, stradale, vigili del fuoco e protezione civile.

E neanche la realizzazione di alloggi popolari, che determinerebbe una ghettizzazione, sembra più un'ipotesi da considerare per il futuro della grande ex caserma ormai fatiscente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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