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Per tre giorni al Foscarini sale in cattedra l’Onu

Simulate le sessioni delle Nazioni Unite, presenti due membri dell’organizzazione Centocinquanta studenti hanno partecipato alla prima edizione del “FoscaMun”

VENEZIA. In questi giorni gli studenti del Foscarini hanno seguito con grande interesse la prima edizione del «FoscaMun» (Model United Stations), il laboratorio di simulazione delle sessioni dell’Onu.

Per tre giorni (oggi è l’ultimo) 150 studenti delle classi quarte e quinte dei Licei Classico ed Europeo dell’Istituto, insieme a gruppi di coetanei messicani e romani e a due reali membri dell’Onu danesi, hanno discusso rappresentando un Paese a scelta di guerra, ambiente e problemi sociali. Vestiti in abiti istituzionali gli studenti si sono calati così tanto nella parte da rimanere a discutere perfino a sessione finita. Molta la soddisfazione del rettore Rocco Fiano che, nonostante la fatica di organizzare un’iniziativa di tale portata, è stato felice del risultato: «Girando per le sessioni allestite nelle classi», ha detto ieri al Foscarini, «mi sono accorto della tensione e dell’attenzione che animava i dibattiti. Nel corso delle discussioni i ragazzi imparano infatti a mediare e a discutere ascoltando i pareri diversi, ma soprattutto si esercitano per essere diplomatici».

Gli studenti Gilda Panizza e Gianni De Michelis si sono occupati di scegliere i contenuti che poi venivano svolti nelle sessioni. I temi trattati sono stati: armi chimiche, interventismo, ambiente e grandi opere (con visita al Mose), discriminazioni di genere legate all’Aids, immigrazione, salute e alcol: «Il dibattito sull’alcol mi ha colpito», ha commentato la Panizza in veste di segretario generale, «perché ho visto degli adolescenti che parlavano di un problema che riguarda gli adolescenti, ma entrando nel vivo della questione e occupandosi di risolverla».

L’obiettivo di tutto il progetto, coordinato da una dozzina di docenti diretti dalla prof Caterina Rossi, è infatti quello di mettere i ragazzi nella condizione di riuscire a trovare una soluzione ai problemi, interagire tra loro, imparare su campo quello che si studia sui libri e aprirsi a tematiche di livello internazionale. Ogni sessione è infatti discussa in inglese, proprio come nelle vere sale istituzionali come la sede principale New York. La scuola si è trasformata in un vero centro istituzionale, con tanto di security organizzata dallo staff per la logistica composto da Giacomo Zamprogna, Pietro Haas e Alvise Dolcetta e un desk informativo con il giornalino della scuola con interventi che si possono trovare all’indirizzo FB e Twitter “Foscamun”.

Insomma, un evento che sta riscuotendo un enorme successo tanto che gli studenti stanno già chiedendo di rifarlo il prossimo anno.

Ieri, nella Chiesa di Santa Caterina restaurata da pochi mesi e allestita con le bandiere dell’Onu, si è tenuta la serata di gala dove i ragazzi hanno potuto festeggiare la loro esperienza e le loro speranze di futuri funzionari dell’Onu.

Vera Mantengoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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